III. I CARMINA

Testimoni manoscritti

B4
Bologna, Biblioteca Universitaria, 1097 (ex App. mss. 759). Poetarum Mutinensium carmina. Cart., ff. [i-ii], 300, [2]. Miscellanea in massima parte del sec. XVII.
Si tratta di una vasta raccolta di testi, che si apre con le Eclogae Septem di Gaspare Tribraco (ff. 1r-19v), continua con la farraginosa Silva de statu civ. Mutinae anno Domini MDI di Francesco Roccocciolo,1 antologizza testi di Orazio Aldrovandi, Lazzaro Labadini, Jacopo Sadoleto, Francesco Maria Molza, Filippo Valentini e Giovanni Maria Barbieri. Del Castelvetro contiene sei carmina (v, xii, xiii, xxv, xxvii*, xxviii), ai ff. 228v-232v. La sezione che li include (ff. 224-257) antologizza anche componimenti del Marino (dalla Galeria) e di Fulvio Testi, sebbene di altra mano. Il codice contiene inoltre la Corona del Caro con la risposta del Barbieri (ff. 293r-297r) e altri sonetti contro il Caro (ff. 297v-199v).
Il codice è descritto, ma in modo molto approssimativo, in Frati, Indice dei codici latini, pp. 307-308.

Fe
Ferrara, Biblioteca Ariostea, Cl. I 330. Miscellanea di rime e carmina. Cart., ff. 115 complessivi, XVI-XVII sec. Il manoscritto comprende una prima sezione contenente rime e carmina, in parte autografi, di Flavio Antonio Giraldi, fratello di Giambattista Giraldi Cinzio, morto nel 1581. La seconda sezione contiene una miscellanea di carmina e rime, tra le quali molte di autori modenesi e ferraresi (Giovanni Falloppia, Aurelio Bellincini, Alessandro Melani, Giovanni Maria Barbieri e altri minori). Del Castelvetro contiene l’ode al Grillenzoni (V, ff. 60v-61v), il carme in morte di Lucrezia Beniamini Moribus et forma (xiii, f. 50v) e l’epigramma Demissus coelo (xxvi, ff. 50v-51r). Il codice contiene anche la Corona del Caro contro il Castelvetro con la risposta del Barbieri (ff. 83r-84r). Una sommaria descrizione del ms. è in Cavalieri, Notizie della pubblica biblioteca di Ferrara, pp. 169-170.

F8
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Acquisti e Doni, 81. Sylva diversorum. Cart., ff. [ii], 93, [iii] paginati anticamente in alto a cifre arabe, con errori e duplicazioni, e modernamente cartulati in basso a destra al recto a lapis, pure con errori; XVI1/2 sec. A f. 2r l’intitolazione Sylva diversorum è preceduta dalla data 1546 (difficile riferirla però alla compilazione del codice). Contiene carmina latini, tra gli altri, di Bembo, Molza, Crotti, Onorato Fascitelli, Franchini, Accolti, Fracastoro, Navagero, Poliziano, Marco Antonio Flaminio. A f. 21v presenta Cum sibi praelatam Paulus Cytherea Minerva in morte di Paolo Bellincini (xi).

L
London, British Library, Add. 12054. Miscellanea di carmina latini. Cart., ff. 254 complessivi. Ai ff. 53r-55v compare una microsilloge di carmi attribuibili al Castelvetro. La raccoltina si apre con Zona sinus cur non compescit ut ante fluctes? (xx, f. 53r), esplicitamente assegnato dalla titolazione Ludovici Castelvetri. Seguono: Ad tumul. Bernardi Roscij (i, f. 53v), Spurina (ii, f. 53v), tre dei quattro epicedi per Paolo Bellincini (viii-x, ff. 54r-55r) e i tre epigrammi Ut Spartae thoraca indutum vidit ahenum, Dic age num galea atque ocreachae sive Martia tela? e Spartana ut vidis Venerem Bellona quid, inquit (xvii-xix, f. 55v). Il codice, segnalato in Kristeller, Iter Italicum, IV, p. 94, è in parte autografo di Aldo Manuzio il giovane (sul quale Russo, Manuzio, Aldo il Giovane). Secondo Aquilecchia, In obitu Aretini, che ne fornisce un’accurata descrizione, il fascicolo che ci interessa (di grafia vistosamente diversa da quella che stende la maggior parte del codice) non sarebbe di mano di Aldo; un riscontro condotto su autografi sicuri di quest’ultimo costringe tuttavia a rimettere in dubbio queste conclusioni, tanto che, al contrario, l’autografia di quelle pagine sembra probabile. Già appartenuto a Samuel Butler (1774-1839), il codice fu acquistato dalla British Library tra 1841 e 1845.

Mb
MüncHen, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 485, Carmina illustrium poetar. aetate nostra florentium. Cart., ff. [5], 157, autografo di Lodovico Domenichi, che lo allestì per [Siegmund] Friedrich Fugger (1542-1600) nell’estate del 1560 (apre infatti il codice la dedica del Domenichi, datata «Quarto idus Julii 1560 Florentiae», ff. 1-2r). Del Castelvetro contiene il carme a Giovanni Grillenzoni (v, ff. 84r-85v). Già appartenuto alla biblioteca di Hans Georg Fugger, padre di Friedrich, il codice fu acquisito nel 1566 dal duca di Baviera Albrecht V, passando in seguito alla Münchner Hofbibliothek.2 Per una sommaria descrizione del pezzo: Catalogus Codicum Latinorum Regiae Bibliothecae Monacensis, pp. 136-137.

M5
Milano, Biblioteca Ambrosiana, S 93 sup., [Miscellanea di carmi latini e di varie scritture volgari]. Cart., ff. 376, [2] complessivi numerati modernamente a lapis al recto, in alto a destra; XVIex.-XVII. Si tratta, con ogni probabilità, di materiali appartenuti a Gian Vincenzo Pinelli (1535-1601). Ai ff. 79r-80r (un bifolio a sé rispetto alla struttura del ms.) contiene l’ode al Grillenzoni (v), con il titolo Concordia Ludovici Castelvetri (bianco f. 80v).

Mo3
Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Molza-Viti, 30 (ex VII 30). Poesie latine | di Molza, Castelvetro, e Giovio. Cart., ff. [i-ii], 37 numerati modernamente a lapis al recto in basso a sinistra; XVI ex. Al f. [i]r, in alto: «dono del Sig.r D.r Carlo Malmusi | 12 Marzo 1824»;3 a f. 32r, timbro di ingresso della Biblioteca Estense Universitaria, con data «3 XII 76». Contiene elegie di Francesco Maria Molza (ff. 1r-25v, 28v-31v), carmi di Benedetto Accolti (ff. 27r-28v), alcuni epigrammi di incerto autore (ff. 31v) e nove composizioni latine del Castelvetro (ff. 26r-27r e 32r = ix, xiii, xiv, xv, xvi, xxi, xxii, xxiii e xxiv). Bianchi i ff. [i] e [ii], 32v-37v. Legatura in cartone rinforzato al dorso. Titolo sul piatto anteriore con antica collocazione a penna «Cap.n 21».

Mo4
Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 539 (α. T 1. 10). Si tratta dell’autografo della Cronaca modenese di Tommasino de’ Bianchi detto de’ Lancellotti. Ai ff. 1055r-v trascrive gli epitafi per Jacopino e Tommasino de’ Lancellotti richiesti al Castelvetro (Appendice 1 e 2). In effetti Tommasino ascrive esplicitamente al Castelvetro solo «lo epitafio del quondam Ser Jacopino mio figliuolo morto alli 4. del presente [4 maggio 1554; Lancellotti, Cronaca, XII, p. 111]»), ma il collegamento sintattico et convince che Castelvetro abbia dettato l’intera iscrizione (Muratori, Vita di Lodovico Castelvetro, p. 64; Tiraboschi, Biblioteca modenese, III, pp. 74-75). Le due epigrafi si trovano incise su marmo nella corte del Palazzo dei Musei di Modena, a pochi metri dal monumento a Castelvetro innalzato al momento della traslazione delle sue spoglie nella città paterna.

Mo5
Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Campori, 587 (α. K 2. 3). Poesie modenesi mss. secoli XVI-XIX. Miscellanea in massima parte secentesca contenenti fascicoli di età e allestimento diverso. A f. 3r contiene il carme Lac-mel (iv), di mano apparentemente fine-cinquecentesca.

N
Napoli, Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele II”, V. E. 53. Miscellanea di testi poetici (sec. xviii). Il codice comprende fascicoli di diversa età e provenienza. Del Castelvetro contiene In obitum Pauli Bellencini (xi, f. 22r), in un fascicolo intitolato Illustrium quorundam Poetarum Carmina inedita ex Ms.to codice Nicolai Roscii Flo. [Nicola Rossi, che risulta già morto nel 1786], e che presenta la nota Ex dono et manu P. Ant. Serassi [Pietro Antonio Serassi, 1721-1791]. Il fascicolo è effettivamente autografo del Serassi, e sarebbe un apografo di un non meglio precisato codice appartenuto al Rossi. Dal momento che il componimento fu edito dal Tiraboschi nel 1781, il fascicoletto fu confezionato dal Serassi prima di quella data. Nicola Rossi figura tra i corrispondenti dell’abate bergamasco con due lettere da Roma, 13 agosto e 3 settembre 1768 (Bergamo, Biblioteca Civica “Angelo Mai”, Serassi, 67 R 2 [5]); ma dal carteggio non si ricavano particolari utili per la storia di N. Non ho ricavato nulla neppure dal catalogo dei manoscritti del Fondo Rossi della Corsiniana di Roma (Petrucci, Fondo Rossi).

P
Parma, Biblioteca Palatina, Palatino 555. Miscellanea di carmina latini di varii autori. Cart., pp. [12], 874, [12] numerate a cifre arabe in alto a destra (con correzioni). Appartenne a Lodovico Beccadelli (1501-1572; su cui almeno Alberigo, Beccadelli, Frasso, Studi e Fragnito, Gasparo Contarini) ed è descritto in Eleuteri, Manoscritti greci, pp. 30-31. Del Castelvetro contiene l’ode a Giovanni Grillenzoni (v), in due copie praticamente identiche (P1 e P2, ff. 181-185). In fondo alla prima copia (f. 183v), si legge la nota «Romae 1561 Januarij». Dal momento che nell’autunno del 1560 il Castelvetro era a Roma per sottoporsi all’esame degli inquisitori (sarebbe fuggito precipitosamente il 17 ottobre), è possibile che l’antigrafo di P1 e P2 uscisse dal suo scrittoio in quell’occasione.

V1
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano Latino 5182. Ponderosa miscellanea cartacea, prevalentemente di poesie latine, di ff. 237 (mancano i ff. 5-6), che come ricorda Andrea Donnini (Bembo, Rime, II, p. 575, cui rimando per una descrizione più puntuale) a f. 108r reca la data 20 gennaio 1572. Ai ff. 57r-v contiene l’ode a Giovanni Grillenzoni (v). Si veda anche Kristeller, Iter Italicum, II, p. 371.

V2
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano Latino 9678. [Miscellanea riguardante Girolamo Catena]. Cart., ff. 164 complessivi. Le prime 14 cc. sono costituite dalla stampa della Lettera del ch. Signor Abate Francesco Cancellieri al signor Filippo de Romanis intorno alla vita di Girolamo Catena da Norcia, segretario de’ Cardinali da Correggio, Monigliano e Alessandrino, Roma, nella stamperia De Romanis, 1822 (presente anche in redazione autografa ai ff. 149r-157r). Segue una lettera del De Romanis al Cancellieri, con appunti sulle poesie del Catena (ff. 15r-16r). La sezione centrale del codice (ff. 17r-148r) comprende versi latini del Catena e alcune poesie di altri a lui indirizzate; in particolare i ff. 39v-148r sembrano una copia calligrafica, con correzioni, di Catena, Latina Monumenta. Tuttavia non tutti i componimenti della stampa figurano nel ms. e viceversa, e lo stesso ordine dei componimenti non è conforme nei due testimoni. Difficile però stabilire se si tratta di materiali preparatori alla stampa oppure di un progetto di seconda edizione; come sembra in verità più probabile, considerando le tormentate vicende dei Monumenta, stampati, a quanto riferisce l’autore stesso, a sua insaputa e anzi contro la sua volontà (Catena, Lettere, p. 457). Dei tre componimenti stampati in Catena, Latina Monumenta nel ms. figura il solo xxv ii*, con varianti redazionali probabilmente autografe. Chiude il ms. l’indice dei componimenti, autografo del Cancellieri (1751-1826), evidentemente proprietario e anzi compilatore del codice (ff. 159r-164r). Il manoscritto è menzionato in Kristeller, Iter Italicum, I, p. 347.

V3
Città del Vaticano, Autografi Patetta, cart. 162, s.v. Castelvetro, Lodovico. La cartella contiene:
I. 1 f. di appunti in latino, su due colonne, relativi a qualche opera di Aristotele.
II. Carme latino (inc.: Bembe decus venetum) su due carte numerate anticamente 80-81, non autografo. Come informa una nota sulla camicia del fascicolo, «disgraziatamente mancanti in basso perché poco meno della metà delle due carte fu strappata dall’arch. Calori-Cesi». In alto a f. 80r, intitolazione: «Varie cose latine | Di varij autori». Il carme, in realtà, va assegnato a Giulio Camillo Delminio (con tale esatta attribuzione figura, tra l’altro, in WF, ff. 241r-242r).
III. Esposizione dei primi tre sonetti del Petrarca (non autografa).
La cartella contiene inoltre due ritratti, un facsimile della mano del Castelvetro e vari appunti moderni sul personaggio. Il fascicolo Patetta non di alcuna utilità per la presente edizione; lo si menziona a beneficio di inventario. Si vedano anche Motolese, Le carte di Lodovico Castelvetro, pp. 172-174 e Petteruti Pellegrino, La negligenza dei poeti, p. 40 n. 7.

Ve6
Venezia, Biblioteca Marciana, Lat. XII 248 (10625). Miscellanea | di Poesie | ed epigrafi. Cart., ff. [2], 1-6, vii-cxxxiii, 134-146 numerati modernamente a lapis; redatto da diverse mani. A f. [2r] nota di possesso a penna «fl‹.› Alberti Lollij» ([Flavio] Alberto Lollio [1508-1569], sul quale Gallo, Lollio). Raccolta di carmina di autori varii (molti i ferraresi, dal Tebaldeo al Calcagnini, da Lilio Gregorio Giraldi all’Antimaco), acquistata dalla Marciana nel 1910. Contiene due brevi epigrammi (vi e vii) attribuiti al Castelvetro (f. cvr). Kristeller, Iter Italicum, II, p. 243.

Wf
Washington, The Folger Shakespeare Library, V. a. 123. Miscellanea inedita manoscritta, verosimilmente compilata da Alessandro Sardi (1520-1588) intorno al 1575. Cart., ff. 313 complessivi (Kristeller, Iter Italicum, V, p. 411; sul Sardi, rimando a Petrella, Libri e cultura a Ferrara). Contiene: I. Giovanni Pico della Mirandola, De falsitate Astrologiae; II. Theodorus Gaza, Expositio in Gorgiam Platonis e Expositio in orationem Demosthenis; III. Riccobaldo da Ferrara, Pomarium Ravennatis Ecclesiae; IV. Tito Vespasiano Strozzi, Borsias; V. Poetarum carmina. Secondo l’attestazione di un possessore ottocentesco, G. Negrini (1823-1824), la sezione V sarebbe autografa del Sardi e sarebbe databile al 1548 (in realtà tale data andrà abbassata di qualche anno). Tra gli autori antologizzati figurano numerose personalità attive nei domini estense fra Quattro e Cinquecento (Alessandro Guarino, Celio Calcagnini, Lilio Gregorio Giraldi, Marco Antonio Antimaco, Gaspare Sardi, Giovan Francesco Pico, Luca Ripa...). Del Castelvetro contiene, a f. 313v, il carme per Lucrezia Beniamini Moribus et forma (xiii). Purtroppo Wf non può essere identificato con nessuna delle voci incluse negli inventari della biblioteca del Sardi pubblicati da Petrella, Libri e cultura a Ferrara.

Testimoni a stampa

Buchanan, Psalmorum Davidis paraphrasis poetica
Psalmorvm | Dauidis paraphrasis poetica, | nunc primum edita, | Authore Georgio Buchanano, Scoto, poeta-| rum nostri saeculi facile principe. | Eiusdem Dauidis Psalmi aliquot | a Th. B. V. versi. | Psalmi Ali-|quot in versus ite(m) Graecos nu-|per a diuersis translati. | Apud Henricum Stephanum, & eius | fratrem Robertu(m) Stephanum, ty-|pographum Regium. | Ex privilegio regis. | 8o; [8], 1-277, 1-46 p. (*4 a-s8 a-c8). Contiene xxix (c. *3v), che figura solo nella princeps, mentre non compare nelle successive edizioni del 1566 degli stessi Éstienne, di Christophe Plantin (Antwerp) e di Josias Rihel (Strasbourg). Sulla questione: Buchanan, Poetic paraphrase of the Psalms, pp. 26-33. Ho utilizzato l’esemplare Res/B.metr. 301 b della Bayerische Staatsbibliothek di München, digitalizzato e consultabile online all’indirizzo http://www.bsb-muenchen- digital.de.

Carmina praestantium (Car)
[entro factotum] Carmina | praestantivm | poetarvm, | Io. Antonii Taygeti Academici | Occulti studio ex quampluris | selecta; | Nusquam antea in lucem edita. |[marca] | Brixiae | Apud Io. Baptistam Bozolam. M.D.LXV. [colophon: «Brixiae | apvd Lvdovicvm Sabiensem | ad instantiam Io. Baptistae Bozolae. | m.d.lXv.»| 8o; [8], 130, [2] c. (*4 A-Q8 R4). Contiene l’ode al Grillenzoni (v, ff. 2r-3r). Il volumetto è introdotto da una dedicatoria al cardinale Giovan Francesco Gambara firmata da Giovanni Battista Bozzola, Brescia, i settembre 1565 (cc. *2r-*4r); segue un avviso al lettore di tal «Cosmus Laurus Academicus Occultus», Brescia, i settembre 1565 (cc. *5r-*6r). Le altre due carte del fascicolo preliminare sono occupate da un «Index poetarum quorum carmina in hoc volumine continetur» (cc. *7r-*8v). Ho utilizzato l’esemplare di Parma, Biblioteca Palatina, Conv. Ben. 2527.

Catena, Latina Monumenta (Cat)
I. Hieronymi | Catenae· Acade|mici. Affidati | Latina. Monvmenta | [stemma cardinalizio] | Inquisitor Papiensis uidit. | [filetto] | Papiae | Apud Hieronymum Bartolum 1577 | 8o; 66 [recte 166] c. (A-X8) [esemplare utilizzato: Parma, Biblioteca Palatina, Conv. Ben. 1948]. Alle pp. 35, 69 e 163 contiene i carmina Ad Marium Tassonum (con il titolo Ad Marium Alterium), In quendam, qui Poeta haberi volebat e In simulacrum D. Francisci, cioè xii, xxv e xxvii* (di essi solo xxvii* appare nel codice idiografo V2).

Cavazzuti, Lodovico Castelvetro (Cav)
Giuseppe Cavazzuti, Lodovico Castelvetro, Modena, Società tipografica modenese, 1903. Contiene, a p. 194, xiii (esemplato da B4, ma con alcune correzioni congetturali).

Garavelli, Gli scritti “religiosi ” di Castelvetro
Enrico Garavelli, Gli scritti “religiosi ” di Lodovico Castelvetro, in Autorità, modelli e antimodelli nella cultura artistica e letteraria tra Riforma e Controriforma. Atti del Seminario internazionale di studi Urbino-Sassocorvaro, 9-11 novembre 2006, a cura di Antonio Corsaro, Harald Hendrix e Paolo Procaccioli Manziana, Vecchiarelli, 2007, pp. 267-300. Alle pp. 283 e 287 si pubblicano rispettivamente xxvii* e xxix.

Garavelli, Una sventurata Griselda
Enrico Garavelli, Una sventurata Griselda. Lucrezia Beniamini tra Lodovico e Giacopo Castelvetro (con un’appendice ottocentesca), in Tra Italia e Francia. Entre France et Italie. In honorem Elina Suomela-Härmä, curaverunt Enrico Garavelli, Mervi Helkkula et Olli Välikangas, adiuvante Marja Ursin, Helsinki, Société Néophilologique, 2006, pp. 173-190. Alle pp. 183-184 si pubblica il dittico per Lucrezia Beniamini (xiii-xiv).

Historia Litteraria IV
Historia Litteraria: or, an exact and early account of the most valuable books Published in the several Parts of Europe, IV, London, Prevost and Symon, 1730, pp. 284-292 (lunga recensione anonima a Opere varie critiche). Alle pp. 290-292 vengono riproposti v e xxi.

Lastraioli, Il fuoco sotto la cenere
Chiara Lastraioli, Il fuoco sotto la cenere: Ludovico Castelvetro e la Francia, in Ludovico Castelvetro. Letterati e grammatici, pp. 169-187. Ripubblica xxix (p. 176).

Muratori, Vita di Lodovico Castelvetro (Mu)
Ludovico Antonio Muratori, Vita di Lodovico Castelvetro, in Opere varie critiche di Lodovico Castelvetro […] colla vita dell ’autore scritta dal Sig. proposto Lodovico Muratori […], Lione [ma: Milano], Nella stamperia di Pietro Foppens, 1727, pp. 63-64. Pubblica iii (di cui è al momento testimone unico), iv, v, xi, xii e xxi, più le due epigrafi per i Lancellotti (Appendice 1 e 2).

Poemata
Poemata | ex qvamplvris praestantivm | avtorvm | probatissimorvm scriptis,| qvae nondvm edita | fvervnt, | A Io. Antonii Taygeto Academico | Occulto selecta. | [marca] | Brixiae, | Apvd Thomam Bozolam | M.D.LXVIII. [colophon: «[fregio] | Brixiae. | M. D. LXVIII. | [fregio] | De consensu Superiorum.»] | 8o; [8], 130, [2] c. (*4 A-Q8 R4). Contiene l’ode al Grillenzoni (v, ff. 2r-3r). Questo volumetto è in sostanza una rinfrescatura di Carmina praestantium (1565), con la sostituzione del fascicolo preliminare, segnato *; che qui presenta una dedica di Tommaso Bozzola ad Alessandro Luciaco, Brescia, «VIIJ. Id. Maij. M.D.LXVIII.» (cc. *2r-*3r). Per eliminare il compromettente colophon, il tipografo ricompose per intero il fascicolo R (è diverso per esempio il fregio che separa l’indicazione dell’autore Francisci Marii Molsae Mutinensis dall’intitolazione Ad Herculem Ducem Ferrar. IIII a c. 129v), propose un nuovo colophon a c. R3v («Brixiae. | M.D.LXVIII. | De consensu Superiorum.»), ma ricompose esattamente il vecchio errata. Da notare che la cosiddetta impronta risulta pertanto identica all’antigrafo solo per gli ultimi due gruppi, mentre i primi due, prelevati dal fascicolo preliminare * in Carmina praestantium (cc. *2r e *6r), dalle cc. *2r e A2r in Poemata, sono ovviamente diversi (per tutta la questione rimando a Garavelli, Appunti sull ’“ impronta”). Ho utilizzato l’esemplare BL. 1789 della Universiteitsbibliotheek di Gent digitalizzato su Google Books.

Quinque eximia poemata (Qe)
Qvinqve | Eximia & quantivis pretI | poemata | quorum Auctores in sequenti pagina | reperies | partim nunc demum, partim ante multos | annos, & semel tantum, edita, proindeq; | diu desiderata | ex Musaeo | Ioh-GeorgI StyrzelI | Aug. Vind. &c. | qui & singulis Admonitiunculas subjecit. | [fregio] | Avgustae | Vindelicorum | [filetto] | Typis Andrea Erffurt. | A.C. mdclxv. | 8o; [16] c. (A-D4). Contiene l’ode al Grillenzoni (v, cc. A4r-v). Ho consultato l’esemplare segnato 4 Diss. 983#Beibd.51 della Bayerische Staatsbibliothek di München e digitalizzato nella banca dati online http://www.bsb-muenchen-digital.de.

Sandonnini, Lodovico Castelvetro
Tommaso Sandonnini, Lodovico Castelvetro e la sua famiglia. Note biografiche, Bologna, Zanichelli, 1892. A p. 218 contiene xii (già edito in Muratori, Vita di Lodovico Castelvetro, pp. 63-64).

Simoni, Commentaria in Ethica
Simonis Si-|monii lvcensis | doct. med. et phil. | Commentariorvm | in Ethica Arist. ad Nicoma-|chvm, liber primvs: | In quo, omnia ferè argumenta ad Politicam hominis Foe-|licitatem proponendam pertinentia, tractantur. | Ad illvstriss. principem D. | christophorvm palatinvm, illvstriss. | atque Excellentiss. Principis D. Friderici Comitis | & Electoris Filium, Bauariae Ducem, &c. | Cum Indice rerum omnium pertractatarum locupletissimo. | [marca] | Genevae. | Apvd Ioannem Crispinvm. | M.D.LXVII. | 8o; [8], 205 p. (*8 a-n8 o4). A c. *1v contiene l’epigramma del Castelvetro in lode del Simoni (xxx; esemplare utilizzato: Paris, Bibliothèque Nationale de France, Tolbiac – Rez-de- jardin, magasin R-5839, confrontato con quello segnato Res/4 A gr.b.422 della Bayerische Staatsbibliothek di München digitalizzato su Google Books). Su questa edizione: Gilmont, Jean Crespin, p. 162.

Tiraboschi, Biblioteca modenese
Girolamo Tiraboschi, Biblioteca Modenese, i, Modena, Società tipografica, 1781, pp. 480-481. Contiene viii, ix e xix (che Tiraboschi dice di trascrivere dal cosiddetto «codice Vicini»).

Criteri di edizione

Come si è detto, manca una tradizione coesa che garantisca l’ordinamento dei testi; che sono pertanto proposti in una sequenza ispirata, con un certo margine di approssimazione, a questi criteri: a) affinità tematica; b) cronologia dei nuclei tematici riconoscibili; c) tradizione nei singoli testimoni manoscritti (in particolare di Mo3, B4 e L). Ai carmina veri e propri aggiungo in appendice le due iscrizioni funebri per Tommasino e Jacopino Lancellotti.

Dal punto di vista formale, mi attengo ai principi invalsi, tenendo d’occhio soprattutto la recente edizione delle opere latine di Boiardo (Boiardo, Pastoralia). Distinguo dunque u da v, pareggio j su i, ma preferisco conservare oscillazioni grafiche e scrizioni umanistiche o cinquecentesche. Trattandosi di testi spesso in attestazione unica, conservo anche tratti padani forse originali come l’ipercorrettismo relliquias (già presente, peraltro, nel Petrarca latino). Le alternative puramente formali, quando non sia possibile richiamare loci paralleli o argomenti esterni, vanno di norma nella direzione dei testimoni più antichi e attendibili (dunque, su tutti Mo3).

Le traduzioni incluse in calce, infine, sono un semplice lusus (non necessitando certo, a chi vorrà accostarsi a queste pagine non ovvie, alcun sussidio linguistico).