XIII

Lodovico Castelvetro a Filippo Valentini,

[Modena], 15371

[1] ›Al Valentino 1537.‹

[2] Il Bembo dice di mandare al Papa quelle pistole perché il Latinoa crede che gli piaceranno2. Il creder del Latino è debil cagione del presente. Et è cosa convenevole, dice egli, le lettere scritte a nome di Papa mandarle a Papa, e ad un più scienziato,3 quasi che ragionevole cosa sia il mandare un libro a persone più valenti del mandante; acciocché ci sia detto sus Minervam,4 o cosa simile. [3] Dice, poi, che si potrà corre l’istoria:5 il che io niego così. Sono cinque pistole al Duca di Ferrara che lasci Francesco e Pasotto Fantuccio, perché si disconviene ad incarcerar persona.6 Che istoria è questa? Perché non dice la cagione della presura? Perché non li scusa, e non concede il fallo, e usa le preghiere? Dove si vede che non solamente non si coglie istoria, ma quelle pistole sono vane; che se non conviene ad imprigionare persona, dunque né ladri, né micidiali non converrà. [4] Sonvi da quasi 50 pistole di pace a’ popoli e a’ signori mandate, né istoria alcuna si vede, perché né cagione di guerra, né numero d’essercito, né consiglio, né luogo, né cosa alcuna appartenente all’istoria so vedere. Brievemente, in qualunque più breve pistola di Pompeo stampata con quelle di Cicerone7 vi si contiene più istoria che non fa in XVI libri del Bembo. [5] Dice ultimamente che gli uomini appareranno a dir latinamente le cose che infino a qui o barbaro8 o male sono state dette, né ha riguardo al Sadoletto,9 che suo compagno è stato all’ufficio, e a tanti altri grandi uomini, né vede ch’a lui non istà troppo bene il lodarsi senza alcuna consolazione.10 [6] Ma diranno alcuni, e forse fuor d’Italia, i quali egli reputa per ignoranti, che gli mostri che latinamente parlando si debba chiamare la Vergine Dea, o il Papa giurando debba dire in latino Medius fidius, Mehercules, Testor deos homines, Per deos immortales e simili ciancie, ch’io mi chiami Municeps e la città nostra Municipium del Duca di Ferrara, che scommunicare si dica Interdicere aqua et igni, e tante altre cose, che lunga sarà la commedia, se que’ fuor d’Italia la vorranno recitare.11