XVIII

Lodovico Castelvetro a Filippo Valentini,

Piacenza, [30 aprile] 15381

[1] ›Item aviso da Piasenza a Modena per litra de 30 aprile proximo passato, como‹ ali 22 del ditto ge arivò nova che di Barzalona si doveva il medesimo dì partire Cesare et navigare verso Nizza et gionse messo del Duca di Savoia al Papa a cui da parte del suo Signore propose tre partiti: o che esso Papa prendesse uno suo unico figliuolo per stadico2 et esso Duca si rimerrebbe nella rocca di Nizza con lui o che si darebbe ditta rocca al cardinale Invrea3 o ad uno parente del cardinale. [2] L’ambasciatore del Re di Franza acconsentirebbe al primo partito ma al Papa non sodisfa, non parendogli che in tuto vi sia l’honore papale, non havendo libera la rocca senza il Signore; alli dui ultimi non s’acorda il detto ambasciatore et dice che il cardinale et il parente sono nati vasalli del detto Duca, laonde sono suspetti. [3] Il cardinale Giacobaccio4 che andava corendo allo Imperatore è stato richiamato dal Papa dopo la gionta del messo del Duca. Il cardinal Salviato5 ha ottenuto sicurtà dal Imperatore de potere venire liberamente a Nizza. L’essercito del Turco ha preso due castelli de venetiani in Dalmatia. [4] Il dì 25 vene corendo il marchese del Guasto, visitò il Papa et disse de volere conducere quatro millia fanti a Villafranca per guardia di Cesare et andòsi la medesima hora corendo. Si ragunarono i cardinali col Papa et diterminarono che i legati mandati a Vincenza per lo conciglio,6 non comparendo né catholici né vangelici, non dovessero procedere ad altro atto ma non si allungasse però il tempo del conciglio. [5] Il dì 28 vennero il cardinal Giacobaccio di Spagna et il cardinale di Carpi di Franza, che legati là erano stati mandati già da Roma o per far pace tra il Re di Franza et l’Imperatore o per fraternarla.7 [6] Il dì 29 fu dato concistorio publico agli ambasciatori de’ genovesi, un de’ quali parlò lungamente latino8 lusi‹n›gando il Papa in fino al fastidio, et contenea il suo parlare nella prima parte la scusa perché più tosto non fossero venutia a riconoserlo per Papa et a rallegrarsi con lui, et ciò era che nelle guerre erano stati impediti; nella 2.a parte si lodava esso Papa et la sua famiglia; nella 3.a parte et ultima se confortava a porre pace tra’ christiani. [7] Il Papa rispose che riceveva la sua scusa et che le lode date da loro atribuiva alla benevolenza loro et alla benignità di Dio et che il viaggio suo, vinte qualunque difficultà, demostrava apertamente a tutti che egli era tutto in quella parte volto a che il confortavano cioè a la pace. [8] Il dì 30b furono ricevuti in publico concistorio Giacobaccio et Carpi quasi come pure allhora arivati et stete il Papa un dì e mezzo che non volle che persona gli parlasse né pure entrasse nella citadella dove si trovò peraventura essere quando gionse Carpi, che ben dovete sapere che apena un dì si ferma in uno albergo. [9] Si busina che fra dui giorni s’inviarà verso Saona, dove trovato l’Imperatore et con lui ragionato andrà a trovare il Re a Marsilia per mare, percioché ha licentiato tutti i muli che con lui haveva et rimandatigli indrieto et fatto andare il bando che tutti i cavalli da soma et muli per Piagenza gli debbano essere menati.