XXIII

Lodovico Castelvetro a Polidoro Cornazzano,

Modena, 5 marzo 15501

[1] Al molto mag.co m. Polidoro Cornazzano2
suo hon.

[2] Se io non volessi parere quello che io non sono cioè poco conoscente della cortesiaa che havete usata in iscrivermi, et in iscrivermi novelle, io volentieri mi dorrei della brevità troppo ricercata da voi nelle cose nelle quali niunab lunghezza ci sarebbe paruta troppac, per essere poco sapute da noi per la lontananza. Ma non che me ne dogliad anzi vi ringratio assai. [3] Hora qui si sono fatte allegrezze della criatione di Papa Giulio Terzo da più vili cittadini che ci sieno cioè da Videli, et da Canobi.3e Io non annovero i Cortesi tra’ rallegranti, li quali anchora chef habbiano fatti fuochi et segni di letitia, erano però stimati essere dolenti per la lite che pendeva tra loro et l’Hersiliag figliuola di m. Giacomo Cortese, moglie di Gio. Battista Monte nipote del papa, li quali dopo lungo pensamento se ne sono andati a Roma per vedere d’ottenere dalla liberalità pontificale la roba di che si piativa o si doveva piatire.4 [4] Qui è il S. Battistino Strozzih governatore5 anchora chei non habiti in castello ma in palazzo, et dica di non volere essere lungamente governatore, severo et sollecito quanto è possibile in guardare la città et in mantenere i cittadini cheti. [5] Non può essere uccellato dalj Barigello come era o voleva essere alcuno altro,6 che egli in persona sconosciuto se ne va attorno di dì et di notte, pure non ha anchora punito alcuno cittadino con altro che con prigione o con la casa propriak vetando loro l’uscir fuori per tanti dì. [6] Fu fatto un seminello7 a m. Ant.o Valentino l’habitatore della ruga grande. Et questo era già riputato delle più vergognose ingiurie che si potessero fare, ma per essersi fatto molto spesso a dì nostril per la communanza è riputata delle minori ingiurie. [7] Hora fu stimata da molti essere stata opera di madonna Anna et di madonna Laura l’una delle quali fu maritata et l’altra anchora è in casa i Carandini8 per havere egli favorata la giovane mal trattata da loro anchora che il S. Galeazzo9 non la volesse ascoltare. [8] Poi il podestà nostrom che è un rigidissimo huomo, o per dire meglio crudelissimo10 ha fatto prendere un Giovanni da Nonantola sartore come commettitore di questo seminello, et tutto che non havesse sufficienti indicin l’ha collato bene, et stroppiato, né però ha trovata cosa alcuna.o Intanto le dette gentildonne sono state condennate a Ferrara per la giovane in cinquanta scudi per ciascuna di loro.11 [9] Qui s’è giostratop, et voluto essere impiccatoq et difeso Amore cosa che mi pare questo anno essere stata generale per tutte le città d’Italia, et peraventura fuori d’Italia in guisa visse12 il mondo a somiglianza. Della quale cianzia non so quale m’udissi mai dire o vedessi più fredda, et dubito assai che non sia una vanità spagniuolar procedente da ignoranzia.13

[10] Il conte Fulvio14 è comparito armato in piazza et ha colpito nellas quintana et havuto il pregio, et ha torneato con istocchi senza punta et senza taglio molto leggiadramente,15 et il conte Baldesera16 il quale rifiuta in tutto le lettere come impedimentot delle armi, non n’ha fatto nulla. Come sia passata et passa la cosa di Parma io ho così pieni gli orecchi che non fa già mestiere che voi di così lontano paese ce lo scriviate. [11] Morì il Flaminio, et l’Alciato, et prima era morto m. Gabriele Triphone.17 Hora m. Antonio Fiordibello18 par che si sia acconcio col Cardinale d’Inghilterra.19 Il quale si troverà se l’ha preso in luogo del Flaminio havere fatto un mal cambio.20 [12] M.ro Antonio nostro Luchese21 è chiamato dalla patria sua a leggere con grosso salario, il quale ha havuta una disputa con m. Carlo Sigone22 tutto che m. Carlo se ne vergognasse, et lo sdegnasse come non pari suo, la quale non ha mai havuto fine se non con l’autorità traposta del S. Battistino.23

[13] Son tutto vostro.

[14] In Modona, il dì cinque di Marzo MDL.

V.ro Lodovico Castelvetro