[1] Al molto mag.co m. Gio. Battista
Ferrari2 suo hon.
A Padova
[2] Io ho veduta la pistola vostra, la quale m’è molto piaciuta quanto è al sentimento, il quale è quello che fa lodare o biasimare le scritture, né quanto è alle parole m’è spiaciuta anchora chea persona essercitata le avesse potute fare più vaghe. [3] Hora attend[e]te pure quanto è al rimanente a farvi honore come spero et desidero che farete. State sano. Et raccommandatemi al dottore vostro et al magnifico giovane m. Gio. Giustinianob se sarà venuto.3
[4] In Vinegia, il dì XIII di Febraio MDLI. Tutto v.ro Lodovico Castelvetro
Giovanni Battista Ferrari risulta immatricolato a Pisa tra i legisti il 17 gennaio 1552, lo stesso giorno del compagno Aurelio Bellincini (Libri matricularum studii Pisani I, p. 43). Il 3 maggio dello stesso anno è registrato come testimone di una laurea (Acta graduum Academiae Pisanae I, p. 19). Da questa lettera veniamo a sapere che allora studiava a Padova. È probabilmente lui il fortunato che sposa alla fine del 1555 la ricchissima Lucrezia Tassoni (vedi infra, lett. lvi, n. 6).
Impossibile, per ragioni anagrafiche, che si tratti del Giovanni Giustiniani (1501-1557) su cui Russo, Giustinian e Romano, Introduzione. Verosimilmente è il Giovanni Giustinian corrispondente, e presumibilmente allievo, di Paolo Manuzio (Manuzio, Tre libri di lettere volgari, cc. 61r-62r). Nel 1550 aveva appena iniziato gli studi di legge, e seguiva le lezioni del Panciroli.