XXVIII

Lodovico Castelvetro a Giovanni Battista Ferrari,

Padova, 26 giugno 15511

[1] Al molto mag.co m. Gio. Battista Ferrari
Suo sempre hon.
A Modona

[2] Il dì seguente dopo la partita vostra si partirono anchora Gio. Battista,2 et Vincenzo3 et si fecero accompagnare a Bartolo da Salò,4 et da molti altri tra’ quali anchora fu m. Evangelista da Cesena5 ma i compagni non passarono Este.6 Né di loro mai più n’ho inteso altro se non che Bartolo quando m’incontra mi fa honore et carezze. [3] Io non ho mai avuta la lettera vostra se non hoggi, et son certo che prima che la lettera vostra si sia partita da Modona che fosse non solamente giunto in Modona m. Bartolomeo Calora,7 o m. Virgilio in Reggio o il Puello a Parma,8 ma anchora Gio. Mariaa mio fratello et il Cavallerino9 a Modona et quasi che io non dico il Masetto10 et il Selvatico.11 [4] Adunque vi rimando le vostre lettere indietro poi che non hanno trovati quib coloro a’ quali erano indirizzate, et attendete a star sano et raccomandatemi a vostro padre et a vostra madre et ac vostra sorella.

[5] In Padova, il dì XXVI di Giugno MDLI.

V.ro Lodovico Castelvetro

[6] Le novelle che scrivete sono tanto antiche homai che più non si posson domandar novelle.