XXXII

Lodovico Castelvetro a Giovanni Battista Ferrari,

Modena, i gennaio 15521

[1] Al molto mag.co m. Gio. Battista Ferrari
scolare da Modena et a’ compagni suoi hon.

A Pisa.
In casa de prete Angelo da Santo Andrea

[2] Alla S.ra Lionardaa moglie del S. Corneglio Bentivoglio2 et gravida, essendo essa a messa in S.ta Maria dell’Assi3 è caduta la tavola dell’altare addosso, ma non havrà male, né peraventura si sconcierà. [3] La vigilia di Natale si trovarono in su la piazza della Mirandola settecento vittoaglieri, li quali verso la sera s’usciro bene armati et scherati della Mirandola et se n’andaro per gli fatti loro. Per che è andato bando sotto pena della vita et dell’havere da parte del S. Gi. B. Monte4 cheb ciascun contadino del Modenese a casa cui vengano la notte i soldati Mirandolesi, gli debba la mattina venire a manifestare. [4] S’èc saputo che i Mirandolesi vanno con le carra a levare il vino del Modonese pagandol molto bene. Et coloro che vanno a’ forti con più difficultà v’entrano che non fanno nella Mirandola perché le porte si tengono serrate et domandano chi, che, perché, et come, et quando, et a chi et dove. [5] Il Duca nostro non ha già dato S. Polo5 nelle mani agl’Imperiali. Ma bene v’ha messo dentro un gentilhuomod di Don Ferrante6 chiamato Gio. Antonio Pisicello7 sotto specie che di quivi non si mandi vittoaglia dentro da Parma, et in Guardasone8 Castello de’ Parmiggiani allo ’ncontro di San Polo di là del fiume è venuta una compagnia die Spagniuoli. [6] Pignattino9 cavaliere formato dal Duca nostro comandò al Massaro di Solara10 da parte del Duca nostro che gli dovesse mandare un carro et due paia di buoi, il che fece il Massaro, ma i buoi furono tolti da’ Mirandolesi. Il dì seguente contrafece una lettera quasi fosse di mano di Lodovico Carandino11 giudice delle acque comandando di commessione de’ conservatori che dovessegli di nuovo mandare un carro et due paia di buoi. [7] Il Massaro dubitando di non perdere i secondi buoi come haveva i primi fu a Modona da noi, i quali maravigliandoci di ciò chiamato il giudice trovammo la falsità. I governatori Battistino et Ferrante12 quantunque paia loro questa gran presuntione non però hanno ardimento di farne dimostratione alcuna, né noi tanto ingiuriati nol priveremo pure della cittadinanza. [8] Qui s’era detto che S. Secondo13 di concordia delle parti s’era dato nelle mani al Duca Ottavio,14 ma non è stato vero. Pare bene che il Sig. Hadriano Baglioni15 sia liberato né anchora si sa se sia pagata la taglia, o si sia fatto cambio o altrimenti. Anzi di nuovo si dice che il Sig. Hadriano non è liberato. [9] Quif torna bene a raccontare una beffa fatta dal nostro governatore al Conte Gio. Francesco Boschetto.16 Il governatore,g essendo un secretario delh cardinali di Ferrara chiamato m. Buoso17 in castello, gli ha fatto scrivere una lettera da parte del Cardinalej18 suggellata col sigillo del Cardinale dirizzata al Conte nella quale lo pregava molto caramente che egli dovesse promettere per lo S. Hadriano per mille scudi al conte Troilo de’ Rossi,19 il quale era prima stato informato della beffa. [10] Il conte Gio. Francesco havuta la lettera cominciò a sospirare, et lasciò il mangiare et il bere et il dormire et si consigliava co’ parenti, con amici, et si doleva d’essere tanto caro a questi signori, et ultimamente trovate tutte le investiture, et fio del castello20 et delle possessioni se n’andò al Conte Troilo, et brevementek gli disse che egli non haveva il valore di dieci soldi essendo ogni cosa de’ Monachi di S. Benedetto, et che egli non era buon malevadore, volendo che vedesse le carte.l [11] Il conte Troilo rispose che non voleva né vedere né far vedere sue scritture et sue ragioni ma posto che la cosa stesse come egli diceva et anchora peggio che crederebbe più alla fede sua sola di x mila scudi non che di mille che non farebbe allo stormento di qualunque altro ricchissimo o gentilhuomo o mercatante. Laonde lo confortava a servire il Cardinale et il S. Hadriano né temesse d’essere rifiutato da lui per così piccola quantità. [12] Hora se n’andò dolente, et se la S. Ant.a moglie del Conte Uguccione21 non gli mandava dicendo, perché le n’era venuta pietà, che per una cena magnifica lo voleva fare assolvere da questa sicurtà,m egli senza dubbio s’infermava. Le rise in castello furono grandi.

[13] Morto è Alfonso Forziriuolo che tutto questo anno ha dimorato in campo a comperare le robe rubate.22 Morto è Horazio Balugula fuori in sul Reggiano, è stato sepellito con pompa funerale grandissima in S. Pietro. Il padre non è nella città.23[14] M. Gherardino Molza par che tratti di dividere da sé suoi figliuoli, et che m. Gio. Battista l’un de’ figliuoli si ridurrà in casa della suocera madonna la suora Colomba et appresso che esso m. Gherardino voglia prendere moglie et tenti le Santesse madonna Corneglia de’ Quattrofrati,24 madonna la Magnifica, et madonna Paola Porrina.25 Ma ciascuna di loro per troppo santità sta sospesa. [15] Guarniero Cavallerino è fatto giudice delle vittoaglie,26 et anteposto a Gio. Lorenzo Villano27 et a m. Camillo Castaldi li qualin erano andati a Ferrara et domandavano il predetto ufficio. [16] M. Philippo Valentino è uscito sindico del commune, m. Pietro Foschero et m. Thomassino de’ Bianchi capi de’ conservatori.28 Alcuno è che si maraviglia come m. Pietro si possa essere trovato in lista sapendo certo che egli non fu, per essere allhora stato lontano,o pallotato. Ma sia come si voglia la cosa il nostro commune haveva bisogno in questa lista d’un capo vivo et quale egli è a questo tempo et non d’un morto et quale era m. Antonio Valentino. [17] Di questa listap si trahe Gemignanoq Fontana che è a Ferrara,29 Nicolò Fontanella che è uscito Thesoriere del commune, et m. Alberto Fogliano che è morto. [18] Ad un fattore di m. Andrea Baranzone fu il dì di natale da persona sconosciuta data una gran coltellata in su la testa, né sa d’haver briga con alcuno. [19] I frati di S. Domenico domandano in una supplicatione porta a’ Conservatori che dobbiamo loro donare la fossa vecchia. Della qual cosa si maravigliò il governatore dicendo che havevano colto il tempo,r capo m. Gio. Calora et me de’ conservatori, et podestà presente il giudice del tempo dels piato.30 [20] Camillo Bellincino fu mandato da noi al campo papale per far menare certe paglie31 et fu sustituito dal Falletto in suo luogo andante a Ferrara,32 il che saputot da noi gli facemmo intendere et per lettera et per persona mandata aposta che non intendevamo che stesse costì per noi. [21] Egli non dimeno mostra di stare et per noi et insieme per lo Duca. Sì che i nostri governatori che questo pare che sia suo intendimento vogliono in questa guisa imporre sopra il nostro commune questa gravezza che mantegniamo un ambasciatore in campo per lo Duca et per lo Ducato tutto a nostre spese et a lor senno.u [22] M. Bernardo Bergonzo33 da Parma è fatto consigliere di giustitia del Duca nostro. Niuno forestiero è lasciato entrare dentro dalla città nostra, et se pure alcuno ci entra è essaminato dal Governatore Battistino diligentissimamente, et non dimeno è andato un bando sotto pena di cinquecento scudi che chi alberga forestiero il debba havere fatto scrivere in castello per tutta l’avemaria. [23] Il duca nostro è per mandare una grandissima quantità di grano a Reggio da Ferrara. S’è fatta una grossa scaramuzza alla Mirandola né s’intende come sia passata la cosa34 se non che Pignattino racconta (ma quanta fede gli si possa prestare la lettera falsificata il dimostra) che il S. Alessandro35 da un cavallo sfrenato fu trasportato in fino presso alla fossa della Mirandola, et che con la spada fece girare il cavallo, et chev egli ha detto che non fu mai alla vita sua nel maggiore pericolo, et che pochi ne sono morti, ma infiniti fediti, [24] et di più dice che non è vero che il Duca Mantovano36 habbia per bando vetato che vengano del Mantovano vitt‹o›aglie nel campo papale, anzi chew di nuovo era giunta dal Mantovano una bellissima compagnia di 300 fanti in campo, et dalla Mirandola se ne sono andati 300 fanti verso Parma i quali a pochi a pochi v’eranox entrati dentro per potere esseguire il tradimento del Galeso,37 il quale hanno ordinato di squartare a coda di cavalli, ma il fanno sopravivere infino a tanto che lo confrontino con un suo canzeliere preso se ben mi ricorda in Bologna.38

[25] In Modona, il dì p.o dell’anno MDLII.

[26] Non solamente è qui il secretario Buoso39 del Cardinal di Ferrara, ma il Siniscalco et un cameriere gentilhuomo genovese né si sa perché, et perché non si sa perché, coloro che sottigliono intorno agli andamenti del mondo dicono che deono tentare il conte Uguccione o il conte Troilo o l’uno et l’altro. [27] Madonna Lucia Bertana40 è sustituita in luogo della reina de’ buemi41 a levar dal sacro fonte il figliuolo del conte Troilo.42 Questa è consolatione molto maggiore che non è stata quella del cognato Cardinale43 perché in questa parey eletta la sufficienzia sua, et in quella la sufficienzia del cognato.z