XXXIII

Lodovico Castelvetro a Giovanni Battista Ferrari,

Modena, 19 gennaio 15521

[1] Al molto mag.co m. Gio. Battista de
Ferrari scolare Modonese et a’ compagni
suoi hon.

A Pisa
In casa di prete Angelo da Sant’Andrea

[2] Novelle venute dalla corte Imperiale scritte il dì 4o di Genaio.2 Che lo ’mperatore era stato molestato dalla gotta ma era in buoni termini.3 Che il contado di Tiruolo dà quest’anno 140 mila fiorini allo ’mperatorea et promette i seguenti di dare tutto quello che potrà, che il Duca Dolce4 va in Danismarche a far quattromila cavalli per lo ’mperatore. [3] Che i soldati che hanno assediato Magdeburg avanzando 1200 fiorini per le loro paghe né essendo pagati hanno dato danno d’un miglione d’oro. Che Mauritio verrà alla corte come siano pagati i predetti soldati.5 [4] Che va al concilio a Trento il Melantone,6 il Camerario, Giovanni Maggiore,7 et Bertelio per presentare un libro della riforma della chiesa.8 Che l’Arcivescovo di Magonza, et di Treviri9 che sono al concilio dubitano molto de’ soldati sopradetti di Magdeburg, et perciò vorrebbono tornare nelle loro contrade, [5] che i Franceschi hanno presob Niru in Piemonte;10 che lo ’mperatore paga ogni mese trentamila paghe all’assedio di Parma et della Mirandola; che i Piacentini pagano ogni mese scudi mcc, per aiuto et sussidio della guerra. Che Augusta ha rimessi in su’ pergami predicatori simili a’ cacciati dallo ’mperatore.

[6] Novelle dal medesimo luogo scritte il dì X, che Gio. Battista Castaldo,11 et Sforza Pallavicino12 hanno amazzato il Cardinale Fra Giorgio come persona che tentasse novità, et si riaccostasse al Turco,13 né per la morte sua è surto alcun movimento nella Transilvagna, [7] che il luogotenente di Lucimborgo14 ha sconfitto cento huomini d’arme franceschi et due compagnie di fanti, che la reina Maria ha posto una nuova gabella d’uno et mezzo per cento d’ogni mercatantia che entri et esca d’Anversa, [8] che il Re di Franzia15 ha arso gran paese verso la Fiandra perché gli ’mperiali non passino in Franzia di colà, che quattro navi francesche haveano presa una nave inghilese vegniente di Spagna carica di mercatantia, et che gl’Inghilesi hanno avinazzati i franceschi et uccisi.

[9] Io sono stato questi dì prossimi passati in varii luoghi qui intorno laonde io non so che cosa nuova sia avenuta nella città o alla Mirandola o a Parma. Pure tenterò di scrivervi alcuna cosetta. [10] Tornò Costanzo Tassoni dalla corte né si crede che il Bertano gli donasse cosa alcuna per la portatura del capello ma senza dubbio promesse grandic et egli ha giucato et venti assai scudi.16 Madonna Lucia Bertana fu comare in luogo della Duchessa giovane di Mantova17 nel battesimo del figliuolo del Conte Troiolo, et m. Helia18 non giugnendo a tempo l’ambasciatore di Firenze fu compare in luogo suo; l’apparecchio et il romore fu grande ma alla cena venne meno il pane.19 Il rimanente non è da narrare in così poco tempo et carta. [11] È venuto Gio. Andrea Cortese20 da Roma et rapporta che l’Hersilia vuole che la moglie di m. Paolo Levizzano, et la Cavalleressa Morana21 vadano a Roma, et prescrive la pompa la quale vuole che trapassi quella delle parenti papali. Adunque merranno due lettiche,d et quattro mulli, et tanti damigelli et tante damigelle et esse saranno così vestite. [12] A questa voce s’è desto Paolo mio22 et s’appresta senza però far motto a niuno amico o parente a far loro compagnia et a vestire la moglie senza risparmiare a spesa, et hoggi s’è andato col cavalliere Morano23 al Campo per salutare Gio. Battista di Monte et domandar licenzia d’andare a Roma.24 [13] Non è cosa che monti poco, spendi poco se sa non può spendere meno di cccc scudi d’oro in questa andata. Non è dunque vero sempre che i generatori savi producano i figliuoli savi.

[14] I soldati papali hanno fatto un forte presso alla fossa della Mirandola,e i Mirandolesi ‹non› l’hanno potuto loro vetare per non havere artelaria grossa che ruini i gabbioni, hanno però morti da un quaranta fanti, et altrettanti guastatori i quali guastatori hanno tre giulii il giorno per huomo.25 [15] Molti soldati sono venuti di nuovo a piede et a cavallo, et molti guastatori, né più è così libera l’andata et l’uscita della Mirandola a’ vettoaglieri et se l’accerchieranno di fosse come si dice che vogliono fare non v’entrerà più vittoaglia la quale in verità è stata assai, et tanta che apena altri il crederebbe.26 Vero che poca paglia et poco fieno v’è entrato. Né perciò si rimane di fare scaramuzza. [16] Il Marchese di Maragnano27 dee venire a Montecchio28 et in sul Reggiano con tre o quattromila fanti sì per isgravare i paesi dove sono che più non gli possono tolerare sì per impedire le vittoaglie che vengono del Reggiano, et di Toscana. In Guardasone29 è Corneglio Bentivoglio et in Monte Cirugolo30 Domenico Arciano31 li quali sicurano le vittoaglie che vanno in Parma dove il Duca haf proposti premi a’ portantile, et ciò ha partorita una gran dovitia in Parma. [17] Il Conte Hercole de’ Contrari32 era fatto colonnello dal Marchese di Marignano, ma il Duca nostro nol vuole licentiare se lo vogliono adoperare intorno a Parma o alla Mirandola. Il Conte Hercole Rangone tornerà giunto che sia il Sala33 mandato in suo luogo, et si truova havere speso del suo sei o settemila scudi in questa ambascieria. [18] Non mi torna hora a mente altro di notabile se non certe astutie usate in mandare vittoaglia dentro dalla Mirandola et specialmente porci in grandissimo numero le quali peraventura vi potrei raccontare un’altra volta. State sani et salutatemi gli amici.

[19] In Modona, il dì XIX di Genaio MDLII.

[20] Il Reggiano è molto più in preda degli Spagniuoli che non è il Parmeggiano, et così sono pigliati et tormentati i Reggiani per fargli far taglia come i Parmeggiani né di là da Reggio verso Parma si semina et il Duca nostro dorme.