[1] Al molto mag.co m. Benedetto Varchi
Sig.r suo osser.mo
A Firenze
[2] Io non vorrei già che mi reputaste noioso riscotitore delle promesse fattemi da voi per vostra sola liberalità quantunque desideri oltre modo che tosto le attegniate, ma non mi possoa ritenere, conoscendo la gentil natura di m. Lodovico del Monte2 nostro cittadino et carissimo amico, vaga di compiacere voi et me in ogni cosa possibile, che non vi significhi che egli se ne viene a Firenze, et che a lui, subito dovendo tornare a Modona, potrete sicuramente affidare il volume delle canzoni provenzali promessomi,3 il quale mib porterà, et io vel rimanderò come prima l’habbiamo raffrontato co’ volumi che ci troviamo havere nelle mani per persona medesimamente discreta. [3] Non ci risparmiate se possiamo qui cosa alcuna o per voi o per gli amici vostri. A dio.
[4] Il dì primo di Febraio MDLII.
Tutto v.ro Lodovico Castelvetro
Lodovico Monte (morto il 10 maggio 1571), maestro di latino, poi mercante, infine per quasi un ventennio segretario di Bona Sforza: Firpo-Marcatto, Processo Morone, I, pp. 951-952, Forciroli, Vite, pp. 143-145, Mongini, Filologia ed eresia, p. 325 n. 120. Sulla sua attività diplomatica tra Italia e Polonia: Mazzei, Quasi un paradigma.
Si trattava, a quanto pare, del cosiddetto canzoniere provenzale C (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 90 inf. 26). Su tutta la questione: Pulsoni, Castelvetro e la lirica provenzale.