XXXV

Lodovico Castelvetro a Benedetto Varchi,

Modena, 15 marzo 15521

[1] Al molto mag.co m. Benedetto Varchi
S.r suo hon.

A Firenze

[2] Tornato da Ferrara, da Vinegia et da Padova, dove o vaghezza d’andare attorno o necessità m’haveva tratto et ritenuto per ispatio d’un mese intero, ho trovato il volumea provenzale che m’havete mandato insieme con due vostre lettere a me carissime,2 del quale vi ringratio assai, et quantunque non vi sieno canzoni che non sieno ancheb ne’ nostri volumi, pure pensiamo di guadagnare assai per la diversa lettura, chè in lingua tanto lontana dall’uso presente, fa di mestiero di varii testi. [3] Io al presente non iscrivo altro né mando alcuna canzone perché giunsi hieri sera, et ho alcunec facende da fare, ma un’altra volta scriverò più a·llungo et manderò alcuna cosa. Solo vi dico che in Vinegia ho veduto m. Gio. Battista Peregrino,3 il quale sapendo per aventura quanto io v’ami m’ha fatte molte carezze et ragiona di voi con tutto quello honore che si conviene. [4] Se il Vivaldo4 vi venisse veduto mi fareste gran piacere a ricordargli che non si dimentichi di mandarmi il sonetto promesso. State sano.

[5] In Modona, il dì XV di Marzo MDLII.

Tutto v.ro Lodovico Castelvetro

XXXVI
Lodovico Castelvetro a nome dei Conservatori di Modena ad Antonio Bendinelli,
Modena, 1
5 marzo 15525

[1] Al mag.co m. Ant.o Bendinello6
lettore in Lucca

[2] Perché da persone amorevoli della nostra città ci è fatto a sapere che voi horamai siete alla fine della condotta vostra fatta con que’ Signori Luchesi è paruto convenevole all’ufficio nostro per gli buoni insegnamenti di lettere e di costumi che sotto voi ha impresi la gioventù nostra mentre dimoraste qui con esso noi, et che speriamo anchora debba maggiormente per l’avenire imprendere se ci ritornaste con la presente lettera d’invitarvi a venire a viver di nuovo con esso noi significandovi che sarete ben veduto, et havuto caro da tutti con non minore anzi con maggiore guadagno che v’habbiate in Lucca anchora che del publico per la qualità de’ tempi che corrono et per la vicinanza delle guerre non vi possiamo al presente promettere salario alcuno. [3] Ma i particolari cittadini suppliranno il difetto publico davantaggio come ottimamente sapete. Adunque disponetevi a non isprezzare lo ’nvito nostro che procede da singolare amore portatovi et come prima potete ritornate alla patria eletta da voi per giudicio, et non datavi dalla fortuna. Et facendo fin se v’offeriamo semp‹re›.

[4] Di Modena, alli XV marzo del 52

Li v.ri Amorevoli Cons.ri di Modena