[1] Al molto mag.co m. Benedetto Varchi
S.r suo hon.
A Firenze
[2] Tornato da Ferrara, da Vinegia et da Padova, dove o vaghezza d’andare attorno o necessità m’haveva tratto et ritenuto per ispatio d’un mese intero, ho trovato il volumea provenzale che m’havete mandato insieme con due vostre lettere a me carissime,2 del quale vi ringratio assai, et quantunque non vi sieno canzoni che non sieno ancheb ne’ nostri volumi, pure pensiamo di guadagnare assai per la diversa lettura, chè in lingua tanto lontana dall’uso presente, fa di mestiero di varii testi. [3] Io al presente non iscrivo altro né mando alcuna canzone perché giunsi hieri sera, et ho alcunec facende da fare, ma un’altra volta scriverò più a·llungo et manderò alcuna cosa. Solo vi dico che in Vinegia ho veduto m. Gio. Battista Peregrino,3 il quale sapendo per aventura quanto io v’ami m’ha fatte molte carezze et ragiona di voi con tutto quello honore che si conviene. [4] Se il Vivaldo4 vi venisse veduto mi fareste gran piacere a ricordargli che non si dimentichi di mandarmi il sonetto promesso. State sano.
[5] In Modona, il dì XV di Marzo MDLII.
Tutto v.ro Lodovico Castelvetro
XXXVI
Lodovico Castelvetro a nome dei Conservatori di Modena ad Antonio Bendinelli,
Modena, 15 marzo 15525
[1] Al mag.co m. Ant.o Bendinello6
lettore in Lucca
[2] Perché da persone amorevoli della nostra città ci è fatto a sapere che voi horamai siete alla fine della condotta vostra fatta con que’ Signori Luchesi è paruto convenevole all’ufficio nostro per gli buoni insegnamenti di lettere e di costumi che sotto voi ha impresi la gioventù nostra mentre dimoraste qui con esso noi, et che speriamo anchora debba maggiormente per l’avenire imprendere se ci ritornaste con la presente lettera d’invitarvi a venire a viver di nuovo con esso noi significandovi che sarete ben veduto, et havuto caro da tutti con non minore anzi con maggiore guadagno che v’habbiate in Lucca anchora che del publico per la qualità de’ tempi che corrono et per la vicinanza delle guerre non vi possiamo al presente promettere salario alcuno. [3] Ma i particolari cittadini suppliranno il difetto publico davantaggio come ottimamente sapete. Adunque disponetevi a non isprezzare lo ’nvito nostro che procede da singolare amore portatovi et come prima potete ritornate alla patria eletta da voi per giudicio, et non datavi dalla fortuna. Et facendo fin se v’offeriamo semp‹re›.
[4] Di Modena, alli XV marzo del 52
Li v.ri Amorevoli Cons.ri di Modena
Irreperte, mancano anche nella recente edizione dell’epistolario del Varchi (Varchi, Lettere 1535-1565).
Vanni Bramanti (Lettere a Benedetto Varchi, p. 284) lo identifica con un Giovanbattista Pellegrini bolognese, medico e filosofo. Un «Pellegrinus de Iohannes Baptista, de Aretio» è comunque immatricolato tra i giuristi dello Studio di Pisa il 17 gennaio 1555 (Libri matricularum studii Pisani I, p. 46).
Si tratta senza dubbio di Michelagnolo Vivaldi, Umido (con il nome di Torbido), console dell’Accademia fiorentina, poeta burlesco e autore di alcune lezioni accademiche. Se ne veda un brevissimo, e non impeccabile, profilo in Negri, Istoria degli scrittori fiorentini, p. 414; altre notizie su di lui Plaisance, L’Accademia e il suo principe, p. 103. Sulla sua attività di rimatore burlesco: Zanré, ‘Che K.zo vuol dire?’ , pp. 29-37. Tre anni più tardi lo troviamo in rapporti tutt’altro che amichevoli con il Castelvetro, sarcasticamente apostrofato, in una lettera al Varchi, «Lodovico da Vetralla» e «Lodovico Vetrivuola» (lettera da Firenze, 7 settembre 1555, in Lettere a Benedetto Varchi, pp. 340-341).
Mac, autografa, a eccezione di: formula di indirizzo, saluto a seguire «et facendo fin», data e sottoscrizione. Edita in Sandonnini, Lodovico Castelvetro, pp. 313-314. Tale lettera va messa in relazione con un partito dei Conservatori del Comune: «Die XIV Marzo 1552 | Item ipsi domini conservatores voluerunt scribi ad Dominum Antonium de Luca ut revertatur Mutinam ad istituendos pueros: et in disciplina litterarum - prout dictabit D. Ludovicus Castrovitreus qui proposuit talem rem» (Sandonnini, Lodovico Castelvetro, p. 312). Che la chiamata del Bendinelli fosse stata proposta dal Castelvetro stesso è confermato da Lancellotti, Cronaca, XI, p. 155 (14 marzo 1552): «s’è proposto M.ro Antonio da Luca per preceptore delli figlioli delli cittadini el quale altre volte è stato in Modena preceptore et ha per mogliere una figliuola de M.ro Pietro Machagnino cittadino modeneso, el quale al presente sta in Luca, ha compito el suo tempo e vorria venire a stare in Modena quando la Comunità ge desse alquanto provisione et M. Lodovigo Castelvetro lo ha proposto».
Antonio Bendinelli (vedi supra, lett. xxiii, n. 20).