[1] ›Al medesimo 1536.‹
[2] Io ho letto la metà del libro del castellano,21 cominciando dal fine a leggere, e non v’ho trovata cosa alcuna buona se non alquanti endecassillabi di uno Adriano da Viterbo3 e alcu‹n›i eroici del Pontano, i quali credo essere stampati. [3] Ciò che ha qualche polso è stampato. Domane lo fornirò, e poca fatica imprenderò in iscrivere, sì come mi pare di comprendere. [4] I poeti del nostro tempo, Bembo, Sannazaro, Molza, Navagero, Vida, Fracastoro4 e altri, sono migliori poeti che non sono questi Filelfo, Guerrino5 con quella scuola di niuno valore. […]
Tradizionalmente si identifica questo personaggio (nell’edizione settecentesca il nome figura con l’iniziale maiuscola) con Tommaso Castellani, poeta latino di qualche fama (Mutini, Castellani). Felici, Frammenti di un dialogo, p. 333 n. 62 azzarda un’identificazione del «libro del castellano» con la Caccia bellissima del reverendissimo Egidio […], Venezia, Zoppino, 1537; ipotesi però priva di fondamento. Si veda anche Petteruti Pellegrino, La negligenza dei poeti, pp. 44-45 n. 19. Il «castellano» deve in realtà essere il ‘residente del Castello’, cioè l’allora governatore di Modena Battistino Strozzi (sostituito nel 1538 da Francesco Villa, sarebbe tornato nel 1550), e il «libro» un manoscritto di sua proprietà.
Lettere di un «Hadrianus Viterbiensis» sono conservate nel codice V. F. 20 della Biblioteca Nazionale di Napoli (Kristeller, Iter Italicum, I, p. 419) e versi nel codice C 61 della Biblioteca Comunale Augusta di Perugia (Kristeller, Iter Italicum, II, pp. 54-55), che contiene anche testi del Pontano. Petteruti Pellegrino, La negligenza dei poeti, p. 44 n. 19 suggerisce di identificarlo con Adriano Castellesi (su cui Fragnito, Castellesi).
Tutti letterati ben noti. Sul Navagero si può ricorrere in prima battuta alla pur breve nota bio-bibliografica di Cotta-Navagero, Carmina, pp. 90-93; per il Vida: Di Cesare, Bibliotheca Vidiana; per Fracastoro: Peruzzi, Fracastoro.
Verosimilmente Francesco Filelfo e Guarino Veronese.