[1] Vi si manda tutto quello ch’addimandate, se Riccio2 nona farà per voi vi provederemo d’un altro, ma credo che io vi verrò a ritrovare con la famiglia s’altro non aviene; tornò m. Galvano3 da Ferrara hiersera ma non so che risolutione egli s’habbia portato; è venuto un figliolo di m. Domenico Paganino dottorato a Ferrara,4 si vuole colleggiare questa settimana.
[2] Di Modona, adì 18 di Giugno 1552
[3] m. Nicolò andò in villa con tutta la famiglia a Panzano,5 restò sola m.a Bartolomea in casa per esser inferma.6
1 Riccio non] Riccio non non
Riccio è qui senza dubbio il nome di un cavallo.
Personaggio di ardua identificazione. Potrebbe trattarsi di Galvano Castaldi, genero di Uguccione Castelvetro, di cui sposò la figlia Camilla (da non confondere, però, con l’omonimo registrato in Tiraboschi, Biblioteca Modenese, I, pp. 425-426, di cui sono conservati una canzone e due madrigali nell’Estense italiano 664 [α. M 7. 38], pp. 263-267). Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta figura ripetutamente tra i Conservatori del Comune (Al governo del Comune, pp. 87, 89-91 e 94). Grande latifondista della zona, è menzionato da Todesco, Annali, p. 82 in un ricordo del giugno 1546.
Personaggio non identificato (non ho trovato riscontri utili nemmeno in Pardi, Titoli dottorali). Un Lodovico Mazzoni detto Paganino è però ricordato tra i “fratelli” modenesi (Al Kalak, L’eresia dei fratelli, pp. 82-83).
Località nei pressi di Castelfranco Emilia.
Nicolò potrebbe essere il fratello maggiore di Lodovico, marito di Liberata Tassoni e padre, fra gli altri, degli eterodossi Giacopo, Lelio e Giovanni (morirà il 21 febbraio 1576; su di lui vedi le informazioni e la bibliografia raccolta da Al Kalak, L’eresia dei fratelli, pp. 26-27 n. 89). Quanto a Bartolomea, potrebbe trattarsi di Bartolomea della Porta, madre di Lodovico, Nicolò e Giovanni Maria, che però a quella data doveva essere già morta. Un’omonima Bartolomea della Porta è ricordata tra i membri della comunità dei “fratelli” (Al Kalak, L’eresia dei fratelli, p. 29 n. 100, 64 e 82). Il 24 marzo 1568 abiurerà davanti al Morone e morirà qualche anno più tardi, il 17 marzo 1574. Felici, «Col capo velato», p. 108, sulla scorta di studi precedenti, la dice istitutrice di un Giovanni Maria Castelvetro «nipote di Ludovico e suo biografo»; ma non conosco alcun nipote di Lodovico con quel nome. Se si trattasse di una semplice svista (Al Kalak, Gli eretici di Modena, p. 278 n. 63 sostiene del resto che fosse istitutrice in casa di Giovanni Maria Castelvetro, fratello di Lodovico, ipotesi molto più persuasiva), la Bartolomea citata nella lettera potrebbe effettivamente essere questa singolare figura femminile.