XLI

Lodovico Castelvetro ad Aurelio Bellincini,

Modena, 30
settembre 1551 [ma 1552]1

[1] Al molto mag.co m. Aurelio Bellincino suo hon.
A Pisa

[2] Tornando di villa a stare in città m’avenni nell’essequie di m. Rigo Cimicello,2 et s’haveva novella che m. Baldisera suo figlio3 era stato in sul morire in Parigi eta hora era migliorato. [3] Antonino Artuso venendo dalla fiera di Vignuola fu ammazzato da Federico Coccio per havere usato amichevolmente con la moglie di Federico la quale era de’ Rocchi4 et s’è detto che ella altresì è stata ammazzata dal marito alla Piopa ma non lo so certo.5 [4] Vennero nove preti riformati con autorità ducale vescovile et cardinalesca et forse papale et con grandissimo favore di molte sante persone entrarono in San Bernardino,6 diedero voce di volere insegnare le tre lingue famose et le scienze et l’astrologia per l’amor ‹di› Dio, et così i primi della città mandarono i loro figliuoli et in gran numero. [5] Il mobile et la massericcia vola loro in casa et bucinasi di dar loro la lettura et il salario del Sigone,7 molti maestri da scuola come scioperati vanno pensando di procacciar sua civanza8 altrove. [6] Non è però vero che sappiano alcuna lingua, non cheb sappiano insegnare le tre famose. Ma così va il mondo. Si togliono le limosine fatte a’ poveri bisognosi et si danno a costoro.

[7] Perché Franc.o Beniamino andava dicendo che il governatore9 primac era venuto meno della fede a sua figliuola10 et poscia fatta la havevad avelenare fece il governatore commettere la causa al podestà,11 al vescovo12 et al capo de’ Conservatori.13 [8] Comparìo il Beniamino avanti il podestà il quale nol sostenne quantunque n’havesse commissione. Comparìo davanti il vescovo il quale lo ’mprigionò ma egli fatta forza al guardiano se ne fuggì né si sa dove sia andato. [9] M. Alberto Bellinzino domandò sovenimento al Commune con molti prieghi per potere mandare Aurelio suo figliuolo14 allo studio et da’ Conservatori che erano allhora gli furono fatte dare lire venti. Non fu reputata cosa molto horrevole per la casa et horrevole et ricca et specialmente essendo m. Bartolomeo15 de’ Conservatori. [10] Mattheo Maria del Vecchio morì. Gio. Battista figliuolo di m.o Gio. Thomaso Fontana ha presa per moglie una sorella di Beltramo. Ser Alessandro Foschiera morì.16 Anchora che m. Gio. Battista17 il quale porterà questa lettera sia per dirvi le novelle che vi scrivo pure ho voluto che le ’ntendiate anchora per la mia penna perché se non m’uccellate non pare che vi siae odiosa. [11] Homai deve essere un mese passato che io non ho ricevuta vostra lettera et non so perché, salvo se non siete occupato tanto intorno allo studio che v’habbiate dimenticati noi altri, ma ricorda‹te›vi alcuna volta di scriverci et ogni soggetto purché sia scritto da voi ci piace. [12] Aspetto d’intendere come vi sodisfaccia l’Alba,18 et se starete in compagnia di m. Gio. Battista questo anno, il quale avanti agli altri se ne viene solo; hora, perché è tanto solecito et solo, io argumentando al largo concluderei che fosse inamorato, se non fosse che voi non me n’havete mai fatto motto. State sano.

[13] In Modona, il dì XXX di Settembre MDLI[I].
V.ro Lod. Castel.

[14] Salutate m. Remigio,19 et l’Argentero20 da parte mia, et m. Sozzino.21