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Francesco Robortello a Lodovico Castelvetro,

Padova, 27 marzo 15541

[1] Mi piace molto la vostra correzione. Ma questo solo scrupolo mi resta, che restando il punto avanti anagnostae bisognerà dire che anagnostae, libelli etiam oppignorabantur [Cic. sest. 51].2 Può però essere che impegnasse ancora li servi lettori, poi che erano suoi e comprati, tanto più che gli davano spesa per esser vivi magnanti animali, perché più meraviglia è poi che et libelli oppign. li quali sono morti, e non danno spesa. [2] Vedete di grazia quel luogo di sotto in la medesima faccia di Cic‹erone› pro Sest‹io› dove è l’asterisco, e dice: interfuit convivio parricidarum, in quo est ne ullus quum illo reo inimicus est meus suaviatus; perché credo si possi leggere così: in quo est me ultus, quum illo ore inimicos est meos suaviatus [Cic. sest. 52].3 [3] A questo Gellio puzzava la bocca, come ancora Catullo dice in quello epigramma di quattro versi, In Gellium, Venet. ecc. Li stampati hanno In Lesbium. Gellius est pulcher etc. e in ultimo si tria amatorum suavia reppererit [Cat. 79, 4].4 [4] Ma venite di grazia a Padova, poi che li tempi vanno tepidi, e portate orecchie pazienti sopra tutto, perché non dieci giorni, ma né anco venti evacueranno li nostri ragionamenti. [5] Io sto bene, ma con un poco di travaglio, perché accadde alli giorni passati che un mio nepote diede alcuni schiaffi al figliolo naturale del Trincavela,5 con causa però giustissima. Pare che il Trincavela per tal causa non vogli più leggere. Oh beato questo studio, ed oh avventurati schiaffi, se fussero causa di tanto bene! [6] Ma io ho l’animo involto nelle lettere, Nec meum si mugiat africus [Hor. carm. 3, 29, 57], come dice Orazio. Venite adonca. E salutate il dottissimo Milano6 in mio nome.

[7] Da Padova, alli 27 di Marzo 1554.

[8] Ho veduto il comento del Luigino.7 In fatto è giovenile, e non ben maturo ancora; cerca di dire né trova, perché non sa quello si dee cercare. Però questo ha di bene, che è stampato dal Manuzio d’Aldo solenne stampatore.8

[9] Saluto con tutto il cuore il molto exc. M.r Giovan Maria.9

[10] Dopo queste feste io ho preso carico di far discorsi sopra le idee di Ermogene ogni dì sopra una ed interporre il mio giudicio.10 Oh quanto arei bisogno di voi, a cui solo credo. Siché venite.