XLIX Lodovico Castelvetro ad Aurelio Bellincini, Verdeda, i settembre 15541
[1] […] Io vedrò a bell’agio la canzone che mi avete mandata, e non so se vi scriverò il parer mio; cioè, se mi piacerà, ve lo scriverò, ma se non mi piacerà, non ve lo scriverò. State sano.
[2] Il dì primo di settembre MDLIIII, nella Verdeda.
Questo frammento di lettera («Questo è il fine della lettera scritta da Lodovico Castelvetro ad Aurelio Bellincino insieme con l’accuse della canzone del Caro», lo definisce il Castelvetro nel seguito) apre le cosiddette Opposizioni critiche del Castelvetro, che fanno seguito alle primissime obiezioni mosse alla Canzone dei gigli del Caro. Il testo qui proposto è quello della mia edizione critica delle Opposizioni, in preparazione, basato su questi due testimoni: Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palat. 675 (il segmento in questione si trova subito in apertura, p. 1) e Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Patetta 971, f. 1r.