LI

Lodovico Castelvetro ad Aurelio Bellincini,

[Modena?], [?] novembre 15541

[1] Al molto mag.co m. Aurelio Bellincino
S. suo hon.
A Roma

[2] Non mi pare di correggere cosa niuna, se non quella che v’offende tanto con la giunta di queste poche parole: Et peraventura nelle prime parole, salvo se il Caro non confessasse chea la chiosa fosseb postac al luogo non suo per trascutaggine, non volendo concedere etc.2 Non potrà il Caro dire che habbia taciuta l’apritura manifesta a tutti del Parnasso, et manifestata nel commento l’oscura non dicendo anchora o altro che dimostri questo,d senzae che l’apritura fatta dal Pegaso è senza serratura, ma la manifesta, cioè l’apritura secondo i poeti fatta dalle Muse, può non essere secondo la volontà loro.3

[3] Medesima‹men›te non potrà dire chef il dormitare d’Homero siag della stessa maniera del dormire del Caro cessando l’uno et l’altro dal poetare, percioché il dormitare in Homero non è cessamento dal poetare, ma poetare non in soprano modo, et ilh dormire del Caro è del tutto cessare dal poetare. [4] Appresso non vedete voi che io mi propongo di mostrare che non adduce autorità niuna che aiuti la sua canzone? Per che non sarebbe da lasciare il riprovamento di questa, anchora che non fosse gavillatione, et nelle tenzoni alcuna volta si commenda una sottigliezza falsa piùi che una verità conosciuta da tutti. [5] Io non hoj mai più letta la canzone, ma hoggi un mio amico che udito questo romore l’ha voluta leggere mi dice io saprei volentieri dal Caro come faccia che madama Margherita sia figliuola di Giove cioè del re Francesco essendo stato posto il re Enrico per da lui per Giove attribuendogli Giuno per moglie.4 Per che se vi parrà gli potrete muovere questo dubbio accioché risponda a quel mio amico.

[6] Io a questi dì ho data una sententia tra due di Brissello che questioneggiavanok tra loro dello spatio del tempo contenuto nel lustro et nell’Olimpiada, et ho riprovato il Budeo, l’Alziato et il Glareano,5 et risposto a’ luoghi addotti da loro.6 Ma il Nizzolio7 che haveva havuta notitia delle mie risposte ha scritto riprovandole. [7] Per che di nuovo scrissi quattro parole nelle quali mostrava xx suoi errori intorno a questa materia.8 Hora aspetto che mi scriva un volume grandissimo percioché è largo et agiato nel dire il fatto suo. Ma questa era disputa non da me né dal Nizolio ma dal que’ nostri an‹ti›quari romani.m [8] Et di più ho vedute molte cose mandatemi d’amicin pregantimi che faccia a quelle quello che il Caro si duoleo perché senza prieghi suoi ho fatto alla sua canzone. Laonde come io vi dicop non l’ho letta né considerata né vorrei haver ragione di considerarla percioché io l’amo, et non è piacere che non gli facessi, et per fargli piacere io la considererò anchora.

[9] M’è stato lasciato qui in su la tavola un sonetto scritto di mano del Milano et suo senza dubbio.9 Io non so se l’habbiate veduto; è secondo me scritto a madonna Lucia10 et mi piace assai, et vedete come Flora non è vanamente posto come nella canzone del Caro.11 [10] Del riprovamento del Commento12 fate quello che vi pare et forse non sarebbe male a mostrarlo anchora prima che scrivessero,q accioché facessero un gran volume, poi che sono tanto inanimati a scrivere.13

[11] Il dì […]14 di Novembre MDLIIII.

v.ro Lodovico Castelvetro

[12] M. Bonifacio Valentino fece la pace al ragazzo del conte Fulvio et al figliuolo di Gio. Battista Colomba.15 Il pesciatino del conte Fulvio fece la pace a Guido Cimicello et a Pietro Antonio Balugola.16 Il conte Fulvio viene a Roma col Cardinal di Ferrara17 ma manda la famiglia avanti. A Dio.18