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Lodovico Castelvetro ad Aurelio Bellincini,

[Modena?], 6 agosto 15551

[1] A m. Aurelio Bellincino

[2] Io vorrei che faceste pervenire alle mani del S.r Mariano2 queste lettere, il quale non sappiamo se sia in Roma oa nella Marca. Se non è in Roma si potranno dare in casa del cardinale3 che gli sieno mandate. [3] Io vi scrissi già sono molti dì che io aveva inteso come il Caro haveva stampati que’ suoi libri a biasimo mio né mai gli ho veduti, et poi che non m’havete data risposta né mandatigli dubito cheb mi fosse detta la bugia. [4] Vi scrissi anchora come la coscienzia mi consolava come infino a qui ha fatto nell’aversità mie, et così vi scrivo di nuovo, ma non si possono per gli huomini antivedere tutte le cose, non, con tutto che s’antivedessero, si potrebbono sempre schifare.4 [5] M. Carlo Sigonio fece stampare il Livio5 né mai ci havete scritto come sia piaciuto a Roma, et sappiate che nella patria non è stato molto lodatoc verificandosi in luid peraventura il motto del Signore niun profeta è gratioso nella patria sua.6 Egli ha fatto stampare un’altra operetta dell’ordine Delle pistole famigliari di Cicer. sotto il nome d’un m. Gerolamo Ragazzone vinitiano giovane che sta in casa sua la quale non è stata biasimata.7 [6] Qui è il conte Pallavicino8 corteato et careggiato da’ giovani quanto è possibile et specialmente da’ Molzi, et m. Philippo l’ha lodatoe in un lunghissimo suo capitolof et oscurissimo all’usanza,9 et pare che favorisca i Fornig et èh divenuto compare10 di Camillo, et pare che voglia costringere il conte Fulvio a rendergli la gratia sua levatagli, et si crede che gliele renderà.11 Ma più dirò. [7] Sono state due delle nostre honorevoli cittadine reputate belle et care le quali visitando la S. Laura Pallavicina che fu sorella della S. Argentina12 la quale è qui le dissero: – S.ra Laura, voi non potete sentire noia niunai albergando in una casa con esso voi il più bel giovane che habbia mai havuto la casa Rangoni o habbia la nostra città. Di che la S.ra si rise et disse: – Se non ischerzate io gliele farò intendere. Esse risposero che dicevano da dov[ero]. [8] State sano et scrivetemi alcuna cosa di vostro stato.j

[9] Il dì VI d’Agosto MDLV.

L.C.