VI

Lodovico Castelvetro a Filippo Valentini,

[Modena], 15361

[1] ›Al medesimo 1536.‹

[2] Alcune cosette sono nel ragionamento avuto col castellano2 che non mi dispiacciono, sicome dice il Mosto,3 e una ve n’haa che già a Siena intesi da Maestro Antonio Cattaneo,4 che mi scrisse quel sonetto, Lodovico m’insegna il vostro nome: [3] cioè che il Petrarca in vita di Laura con numero del più, in morte con quello del meno la nominava, e per ragion di questo fatto assignava che, vivendo Laura, due bellezze, quella del corpo e quella dell’anima, si facevano incontro parimente al Petrarca, ma divenuto polve il corpo, e consumate le bellezze corporali, una sola, quella dell’anima, restava sola da esser chiamata, [4] la qual cosa diceva d’avere appresa da non so chi da Monte Alcino5 che espose già i Trionfi del Petrarca, di grandissimo nome in Siena ›ec.‹