LIX

Lodovico Castelvetro a Egidio Foscarari,

Verdeda, i agosto 15561

[1] Al Med.o
R.mo Mons.r S.r mio sempre osser.mo.

[2] Anchora, che la persecutione mossami m’habbia tribolato assai in fino a qui, et mi triboli presentandomisi tutta via dinanzi agli occhi della mente i pericoli possibili a venir per testimonianze false, non dimeno mi reca non picciolo piacere facendomi conoscere più chiaramente la benevolenza di molti, che sentono noia di questa mia noia, et scoprendomi la ’nfinita amorevolezza della S.V.R.ma, la quale oltre alle proferte fatte a m. Alessandro nostro,2 m’ha scritta una lettera piena et di proferte procedenti dal cuore, et fedeli consigli, et de conforti christiani, in guisa, che persona anchora più debile di me si rinvigorirebbe. [3] Di che le rendo quelle gratie, che io posso maggiori, et con molta baldanza secondo, che mi farà bisogno di dì in dì non risparmierò d’usare la cortesia sua. [4] Al presente io son qui in villa con licentia di S.Ex.a et fra otto giorni tornerò a Ferrara, se altro non m’è fatto intendere, et quivi aspetterò, che venga risposta da Roma, la quale spero, che debba essere men rea, cioè che S.S. si contenti, che la causa si veda nello stato di sua Ex.tia, et in tanto pregherò N. S.re Dio, che mi liberi dalle ree persone, et dalle false accuse, et conservi la R.ma S.ria V. a pro della sua Chiesa, et mio; a cui raccomandandomi humilm.te le bascio la mano.

[5] Nella Verdeda, il dì primo d’Agosto MDLVI.

D.V.S.R.ma Humil.mo S.re

L.C.