LXI

Lodovico Castelvetro a Fabio Carandini,

Modena, 28 marzo 15571

[1] Al molto mag.co m. Fabio Carandino suo hon.2
A Bologna

[2] Non mi fu data la pistola latina di che mi scrivete nella lettera volgare et per poco credetti leggendo la letteraa che non fosse vero che voi me l’haveste mandata, ma cheb come essercitato in dire bugie mi voleste dare ad intendere che attendevate allo stile latino. [3] Ma hora che ho ricevutac una pistola la quale per ciò non sod se sia quella di che scrivevate o un’altra mi sono aveduto che io haveva sospettato il falso, et che non siete così malitioso come m’imaginava, et se io potessi pienamente credere chee la pistola et la lettera senza aiuto d’altrui fossero vostre e’ mi darebbe anchora il cuoref di credere cheg foste da lodare di questa vostra andata così sconsigliata eth noni da biasimare poiché forse per ammendare questo fallo vi siete dato con tanto ardore d’animo a studiare come chiaramente dimostrano lej né vaneggianti né mal dette lettera et epistola vostre. Delle quali voi intendete il parer mio. [4] Ma quanto alla lingua greca nella quale vi pare d’essere poco avanti, et perciò di potere male attendere alla loica,k io vi dico che stando costì in Bologna èl da intenderla in quella lingua che si può più tosto chem niuna conciosiacosaché sia arte tanto noiosa da impararen che altri per sé senza maestro con tutto che habbia lingua greca non la possa imparare, né in città che non hanno Studio si soglia insegnare. [5] Et mi pare che dobbiamo essere molto ubligati a m. Guasparro3 che con la sua destrezza non vi lascierà essere rozzo di loica, et vi mostrerà come vi possiate avanzare nella lingua greca. [6] Ma con tutte queste difficultà che vi s’appresentano dinanzi io v’assicuro, et così sarà che voi non invidierete niuno de’ vostri compagni né di loica né di lingua greca purché fermiate nell’animo vostro di volere imparare lasciando andare le cose indegne d’un pari vostro. [7] Senza che farete cosa carissima a tutti noi et anchora alla S. Laura,4 la quale saviamente ha scritto quello che v’ha scritto potendosi interpretare in bene se seguiterete la ’mpresa cominciata, et in male se non la seguiterete. State sano.

[8] In Modona, il dì XXVII di Marzo MDLVII.

V.ro come padre Lodovico Castelvetro