7

Cornelio Gadaldini a Lodovico Castelvetro,

Modena, 8 marzo 15581

[1] Al Mag.co m. Lodovico
Castelvetro patron et S.r mio
oss.o in casa del S.r Conte
Hercole Contrario
A Ferrara2

[2] Mag.co m. Lodovico saluti.

Vostro fratello m. Nicolò mi ‹h›a domandato già due volte li vinti scudi qual voi mi facesti dar quando mio padre era in prigione qua. [3] Voi sapete che fu ragionato come mio padre3 era in prigione per la cosa comune di tutti quatro4 et che il dovere era che ogn’uno conferisse alla spesa come ne ragionò m. Alessandro Milano; et così mio padre mi ordinò che io tenise conto di ogne spesa che si facese et così voi ordinasti che io andasi da m. Nicolò che mi dovesi dar vinti scudi, per che voi sapete che mio padre si doleva che si spendeva et che lui non poteva far tanta spesa; [4] et così voi due volte mi dicesti che io dovesi andar a pigliar li detti vinti scudi et l’ultima volta mi dicesti: – Non sai tu se io ti ‹h›o detto che io ti darò danari se’l ti bisogna? Et così mi mandasti dal detto m. Nicolò, qual mi dette scudi 80. [5] Io non so perché mio padre sia in pregione ma ben credo sia per altri et questa cosa è la mia ruvina. Voi sapete che mio padre non haveva altro che quel che alla giornata si guadagnava in botega et avendo tenuto qua sule spalle m. Agust.o mio fratello con 8 boche otto mesia et fatte tante altre spese come potete considerar et havendo al presente qua la guerra et carestia et non si fa fazende né si piglia un quatrino in botega et havendo una famiglia grave come io ho pensate come io sto. [6] Io sono ruvinato, io ‹h›o fatto debito più di cento scudi senza quello che io ho consumato di quello che io haveva in casa siché io prego la Signoria vostra, qual sa come sta la cosa, voglia scriver a m. Nicolò che non mi domanda questi denari, perché in vero io non mi trovo il modo di restituirli. [7] Io ‹h›o pregato m. Nicolò che non dica altro fino che V.S. non mi risponde. Lui dice: – Fa che m. Lodovico mi scriva, che io darò de pena alla partita, siché io prego V.S. a scriverli che lui il faccia; non altro io prego V.S. che io li sia raccomandato.

[8] Di Modona alli 8 marzo 1558

Servitor di V.S.
Cornelio Gadaldino

[9] M. Agust.o scrive da Ven.a se V.S. accomodaria m. Filippo Gionta della vostra cronicha di Giovanni et Matheo Vilani coreta per stampar.5