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Lodovico Castelvetro a Filippo Valentini1

Se non vedesti ancor per lunghe o torte
vie da l’usato corso suo smarrita
punto la queta mente mia romita
a che pur spargi al ciel parole morte?

Se sottilmente la strema mia sorte, 5
come ben scorgi, a sostentar m’aita,
et, oh!,a2 non manchi innanzi a la partita
ch’io lasci il troppo a che pur mi conforte,

chi non sa ch’al varcar di questa valle
di lagrime,3 la qual ognor menzogna, 10
spirto rabbioso, turba d’alto a valle,

chi non vuol affogarvi con vergogna
fa mestier ch’abbia intorno molte galle?4
Dunque, il consiglio tuo par d’uom che sogna.5