Come corrier talor che tanto o quanto
non s’induggia pel monte né pel piano,
per recarb prima al suo signor umano
le novelle aspettate già cotanto,
s’avvien ch’alcun più frettoloso intanto 5
l’abbi precorso, e toltogli di mano
il premio che sperava a mano a mano,
resta confuso, e si riman da canto,
così mentr’al gran Molza2 alto dissegno
di far onor, me troppo tardo sprona 10
onde attendeva il mio maggior sostegno,
delle Muse la speme m’abbandona,
che voi pria l’occupaste, e non è indegno,
poi che con lor tessete tal corona.3
Francesco Maria, cui avrebbe dovuto essere indirizzata la notizia della revoca del bando.
È curioso che Castelvetro, in questo evasivo sonetto, utilizzi la stessa immagine del tessere ghirlande con l’aiuto delle Muse che troverà tanto esecrabile nella canzone dei gigli.