Or che lascia Licon l’odio da canto,
ch’ebbe col buon Menalca, e fatto umano
distringe ’l nodo con pensier più sano
che prima sciolto a noi nocque cotanto,
ogni cosa s’allegra in ogni canto, 5
di fresche erbe verdeggia il monte e ’l piano
e risuona da presso e da lontano
di pastor e d’augei più dolce canto.
Lascia ogni ninfab il preso antico sdegno,
e tessendo all’amante ampia corona 10
mostra di nuova pace e d’amor segno.
Così la voce d’un pastor risuona
onorando Menalca,2 e s’egli è indegno
lo scusi ’l tuo voler ch’a ciò lo sprona.
«Menalca», l’onorato, non può essere che figura di Francesco Maria; resta da capire chi sia il «Licon» che si riconcilia con lui (Ercole II d’Este? La lue che lo aveva colpito?).