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Giovanni Falloppia a Giovanni Bertaria1

Poscia ch’al nuovo e più sonoro canto
m’invita tal, che ben fia indegno e vano
se dal suo buon voler or m’allontano
che già bramava di seguir cotanto,

io pur vorrei con gli altri nostri a canto 5
scender nel largo e spazïoso piano
delle lode del mio signor sovrano
ch’a tutti gli altri toglie il pregio e ’l vanto.

Onde tu, sacro Apollo, al bel dissegno
presta favor, s’ancor non t’abbandona 10
il bel desio dell’onorato legno,2

che ’l mio dir basso, che non longe suona,
a quel spirito altier non venga a sdegno
che sol degno di lauro si corona.