Siccine multiferis mutantur singula in annis,
scilicet et rerum nulla diua est eadem?
Clarum olim pulchri Lucretia nomen honoris
iam turpe obscuras contrahit ecce notas.
Illa impolluto ex animo dat sanguinis undas 5
queis maculam impuri pectoris ablueret,
non se pollutam satis haec pertaesa, cruore
pectora foedavit candida purpureo.2
Despice nunc quales animos Venus Adria nutrit,
suspice iam quales Martia Roma tulit. 10
Siccine cuncta ruunt in peius? Scilicet ista
tantum absunt illis tempora temporibus.
Così dunque le cose cambiano, gli anni portano sinistre novità | e nulla resta a lungo uguale a se stesso? | Il nome “Lucrezia”, un dì splendido e venerato, | eccolo, disonorato, contrae ora le macchie della vergogna. | Quella, l’antica, emette fiotti di sangue dal cuore immacolato, | con i quali lava l’impurità del corpo; | questa, la moderna, non abbastanza disgustata dal fatto di essere stata disonorata, | sporcò di sangue vermiglio il suo candido grembo. | Guarda ora quali sentimenti ha saputo ispirare la Venere Adria, | e guarda invece quali produsse la marziale Roma. | Non è dunque vero che tutto va sempre di male in peggio? | Tanto distano i nostri tempi dagli antichi...
2 diu] per corr. interl. su dea
Lucrezia Beniamini, infatti, portò a termine la gravidanza, anche se ne nacque un bimbo morto e la stessa giovane finì per soccombere alle conseguenze di una grave emorragia (resta inteso che una voce pubblica raccolta dal Lancellotti indicò invece nel perfido Trotti il responsabile del presunto avvelenamento della ragazza).