Zona2 sinus cur non compescit ut ante fluentes?
Cur ve iaces media hac ecce relicta via?
Iniecit ne aliquis dextram, ut te solveret audax,
heu numquam dextra zona soluta mea?
An delapsa tua secordi3 sponte puellae 5
hic te offers oculis conspicienda meis?
At manifesta fides, in nos utcumque recincto
effluxisse sinu quidquid amoris erat!
Infelix, quid agam? Nostri sive immemor illa
sive illa alterius maluit esse viri. 10
Ibo, atque innectens zona mea colla reperta
pendebo infami de trabe pondus iners.
O reggipetto, perché non trattieni come prima l’onda generosa dei seni? | Perché, ecco, giaci abbandonato in mezzo alla strada? | Forse qualcuno ti mise le mani addosso per scioglierti audacemente, | o reggipetto, mai slacciato, ahimé, dalla mia destra? | O forse scivolato da solo alla ragazza noncurante | qui ti offri in vista ai miei occhi? | Ma... e la fedeltà che ci eravamo giurati, qualunque fosse il sentimento che era sgorgato verso di me | da quel petto che contenevi? | Oddío, che farò? Che si sia dimenticata di me | o che abbia preferito essere di un altro... | me ne andrò, e legandomi al collo il reggipetto ritrovato | spenzolerò, peso senza vita, da un infamante trave.
Si tratta della fascia pectoralis di Mart. 14, 134 (fascia anche, almeno, in Ov. ars 3, 622 e Prop. 4, 9, 49), anche se il lessema discende più probabilmente dalla zona dell’invettiva di Isaia contro le figlie di Sion (Is 3, 24), di discussa interpretazione, ma che già Antonio Brucioli rende con «pettorale» (Brucioli, Biblia, c. 202r). Qui si è optato per una traduzione ironizzante (anziché per i più forbiti e anodini fascia pettorale, corsetto o simili), che si impone sull’anacronismo (l’indumento è, pare, di invenzione solo novecentesca).
Lessema raro, forse da correggere in socordi (ma la lettura del codice è eccezionalmente chiarissima).