XXII1

Hic ubi relliquias immane gemens Hyacintus,2
condidit et carae coniugis ossa suae,
vera loqui liceat vestra mihi pass[˘]a puellae
condidit hac decorisb quicquid in urbe fuit.3

Qui dove Giacinto, gemendo da spezzare il cuore, | edificò il sepolcro che custodisce i resti e le spoglie della sua cara sposa, | edificò a me, ancora ragazza – diciamolo pure! –, | l’unica costruzione elegante che si sia mai vista in questa vostra città.