XXIVa1

Vos manicae dominam nostro si munus aditis
munere, quam misero non mihi adire licet,
si decet intertexta auro vos purpura, si nos
nostri unguenta onychis multa bibisse iuvat,
efficite, optamus, vestro ne tegmine palmas 5
lumina nudatas conspicere ulla queant.
O varios animi motus, nunc deprecor absens,
praesens olim adeo saepe precatus idem.

Voi, o guanti, se riuscite ad avvicinare con il mio regalo la signora | che a me tapino non è permesso accostare, | se vi si addice la porpora trapunta di fili d’oro, se mi è di giovamento | avervi intriso negli unguenti profumati dei miei alabastri, | fate, vi prego, che nessun occhio mortale | possa vedere quelle manine senza la vostra copertura. | O volubili affetti dell’animo! Io, proprio io, che un tempo, vicino, ero spesso perfino supplicato, | ora che sono lontano mi trovo nelle condizioni di dover a mia volta supplicare!