XXV

In quemdam qui poeta haberi volebat, quod Pasquillos scribereta1

Carminab cum maledicas nomenc vatis habere
dicis,d et in cunctos ius quoque habere viros
hincque venena iacis per magna Palatia. Stulte,
num vatis nomen, qui male dicit, habet?

Contro uno che voleva essere considerato un poeta perché scriveva pasquinate. | Mentre sforni versi pieni di maldicenze, pretendi di avere il titolo di vate, | e di avere anche una specie di giurisdizione sull’intero genere umano, | sicché spargi veleno per tutto il Palazzo. Pazzo, | merita forse il nome di vate, chi sa scrivere solo maldicenze?