Demissus coelo est hominum qui primus eremi
rite salutiferis tempora mersit aquis.
– Iam tandem scelorum pudeat Babylona suorum,
clamat? Et – In rectas quisque redite vias!2
Iam tandem pigeat? Morum peccata luetis, 5
nec Deus aethereo iuverit auxilio.
Credite Romulaei doctores, credite Graii,
nescio quid maius cernimus hoc homine.
L’uomo che per primo immerse le tempie nelle acque salutari | fu certo mandato dal cielo. | – Che finalmente Babilonia si vergogni delle sue magagne?, grida. | E: – Tornate, ciascuno, sulla retta via! | Che finalmente se ne rammarichi? Pagherete il fio delle vostre colpe, | e Dio non vi gioverà più con il suo celeste aiuto. | Credetemi, dottori romani e greci, non so che cosa di più grande possiamo vedere di quest’uomo.
Secondo il monito del Battista («Parate viam Domini, rectas facite semitas eius», Lc 3, 4b).