XXVIIIa1

Sancta ostentabat pro virgine Thaida notam
artificis docta picta tabella manu,
atque videbatur gremio de more sedere
matris respectans ubera et ora puer.
Tum ridens aliquis de non gravioribus inquit, 5
postquam admissa novum turba inhiabat opus:
– Quid tantum intenti stupefactaque ora tenetis?
Picta quid insoliti denique Thais habet?
Quae vivit mulier, mulier non pingitur, esto;
picta vel insoliti nil habet illa tamen: 10
namb picta infantem gremio complectitur ipso,
dicitur at gremio viva fovere viros.2

Il quadro dipinto dalla sapiente mano dell’artista | mostrava nei panni della Santa Vergine la ben nota Taide, | e si vedeva in grembo alla madre un bimbo, che le guardava il seno e il volto. | Allora, mentre il crocchio circostante ammirava a bocca aperta la novità, | uno dei meno sussiegosi, ridendo, disse: | – Perché siete così attenti e stupiti? | Alla fin fine che cosa c’è di strano a vedere Taide dipinta? | Donna che vive, non si dipinge tal quale, e va bene, | ma anche dipinta non ha proprio nulla di insolito: | dipinta, infatti, tiene un pupetto in grembo, | e in carne ed ossa in quello stesso grembo si dice scaldi uomini fatti.